Sindacati – Gruppo L’Espresso. Rivolta dei giornalisti

(Prima Comunicazione – numero 351 – Maggio 2005) I giornalisti di Repubblica e di tutte le altre testate del Gruppo Editoriale L’Espresso non hanno usato mezze parole per sottolineare la loro insoddisfazione nei confronti dell’editore con il comunicato
pubblicato il 21 aprile, in coincidenza con la presentazione del bilancio della società  editrice. Infatti, dopo aver apprezzato le ottime performance dell’azienda (utile netto consolidato 2004 a 87,7 milioni di euro pari a +29% rispetto al 2003 e un dividendo a 0,13 euro per azione pari a +18% rispetto al precedente), sono entrati subito nel vivo, evidenziando il perdurare delle pessime relazioni sindacali. “Il punto, al di là  della discussione dei singoli problemi accumulati sul tavolo delle trattative sindacali, sta nell’atteggiamento di una azienda che sembra voler rifiutare ogni possibilità  di dialogo”, sostengono nel documento. “Una scelta che, pur trovando differenti applicazioni nelle diverse realtà  del gruppo, trascina il confronto verso un piano di contrasto radicale”. I giornalisti, poi, affondano il colpo mettendo in rilievo le contraddizioni dell’azienda: “Il richiamo alla tradizione riformista del gruppo e alla coerenza tra idee professate e comportamenti reali pone una questione che non è unicamente morale o politica. La redditività  a medio e lungo termine di un’impresa editoriale è legata, tra l’altro, al grado di soddisfazione dei lavoratori e all’identificazione dei dipendenti in un progetto che è industriale, ma anche culturale. Il rischio, oggi segnalato dalla redazione di Repubblica e dal coordinamento di tutti i Cdr del Gruppo, sta proprio nella miscela formata da un crescente livello di insoddisfazione e una sempre minore identificazione dei giornalisti con il loro editore”. Il documento si conclude riaffermando che solo la “via del confronto e della concertazione, nel rispetto delle reciproche competenze e responsabilità , resta dunque un passaggio obbligatorio dello sviluppo. La scelta dell’ostruzionismo e dell’insabbiamento, o i risparmi ottenuti lesinando sulle dotazioni delle redazioni, potranno forse dare nell’immediato qualche dividendo in più, ma diventano un segnale preoccupante per l’avvenire”. Fatto importante, il documento firmato dal comitato di redazione di Repubblica è stato sottoscritto da tutte le redazioni dei quotidiani locali del gruppo, oltre che dall’agenzia Agr e da National Geographic, Le Scienze, Kataweb, Radio Capital, M2O. Su Repubblica brillava l’assenza dell’Espresso, che come hanno sottolineato i rappresentanti sindacali del gruppo è stata dovuta a un semplice, quanto increscioso errore tipografico. Resta da capire cosa abbia provocato una presa di posizione dai toni così duri in una fase in cui il sismografo sindacale stava registrando nella redazione di Repubblica una situazione meno turbolenta dell’autunno 2004, nel periodo precedente al trasferimento della sede romana in largo Fochetti. “No, non ci sono particolari novità “, dicono al Cdr di Repubblica. “La situazione resta bloccata. Di fronte alle nostre richieste l’azienda adotta la strategia del rinvio, poi dice ni. Quando riesci ad arrivare a un accordo, per applicarlo si ritorna ai rinvii, a introdurre gli accordi solo in parte e sempre nell’ottica del risparmio. Con la loro tattica dilatoria, siamo arrivati alla vertenza per il contratto nazionale e, quindi, è impossibile parlare di integrativo e risolvere i tanti problemi che ci sono sul tappeto. Con l’aria che tira tutto è rimandato al 2006. Eppure bisogna parlare di ‘aggiornamento professionale e del completamento delle dotazioni tecnologiche, come telefoni cellulari e Pc. Inoltre c’è da ridiscutere l’intesa che ha raffreddato gli effetti degli integrativi per chi è stato assunto dopo il ’97. A questo punto, all’interno della redazione c’è una vera e propria giungla retributiva. Senza dimenticare che sulla base di alcuni dati dell’Inpgi emerge che gli stipendi medi dei giornalisti dell’Editoriale L’Espresso sono inferiori a quelli di altri gruppi. Infine, l’azienda sostiene che ai risultati di bilancio hanno contribuito notevolmente le iniziative editoriali, come i libri, i cd, i dvd. Come se tutti questi prodotti potessero essere venduti da soli e, invece, non traessero forza dall’essere veicolati da prodotti giornalistici autorevoli come Repubblica o le altre testate”.  L’insoddisfazione della redazione del quotidiano diretto da Ezio Mauro, condivisa da chi lavora negli altri giornali dell’Editoriale L’Espresso, ha spinto i 1.128 giornalisti del gruppo a costituire un coordinamento sindacale che ha avuto a febbraio un primo incontro con l’amministratore delegato Marco Benedetto e gli altri vertici dell’editrice. “A parte il risultato importante di essersi visti dopo molto tempo, la riunione non ha sbloccato la situazione”, raccontano al Cdr del quotidiano romano. “Speriamo emerga qualche risultato nel nuovo incontro in programma entro maggio”.

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Nella foto, Marco Benedetto

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