Istituzioni – Regione Toscana. Agenzia per l’informazione

(Prima Comunicazione – numero 351 – Maggio 2005) Sarà  la prima patata bollente che il nuovo assessore regionale della Toscana ai problemi dell’informazione, Agostino Fragai, diessino, entrato in carica il 6 maggio scorso, si troverà  davanti all’inizio del suo mandato. Una patata davvero bollente visto che bolle (sì, è proprio il caso di dire così) nelle stanze del Palazzo Budini Gattai di via Cavour a Firenze, sede della Regione da quasi tre anni. La storia dell’Agenzia regionale dell’informazione, infatti, è una delle più travagliate. Tanto travagliata che è iniziata nel giugno del 2002 e ancora non è finita. Ma, in campagna elettorale, è stata messa dal presidente Claudio Martini tra le prime cose da fare nella nuova legislatura. In sostanza, la legge che istituisce l’Agenzia regionale dell’informazione dovrebbe risolvere il problema del precariato dei giornalisti negli uffici stampa della Regione e consentire ai giornalisti iscritti all’albo che vi lavorano già  di poter avere un contratto di lavoro giornalistico e non del pubblico impiego. Ne sanno qualcosa all’Associazione stampa toscana che da tempo denuncia la realtà  della Regione Toscana: “Come quella dell’ufficio stampa della giunta sette colleghi su 11 sono co.co.co., oppure quella dell’ufficio stampa del consiglio, dove i co.co.co. da anni si vedono rinnovare i contratti di sei mesi in sei mesi; oppure quella dei colleghi ‘invisibili’ impiegati in assessorati e dipartimenti e che a volte nemmeno percepiscono il compenso mensile con regolarità “. La soluzione del problema non deve essere dei più facili, dal momento che dopo quasi tre anni di rimpalli e rinvii la legge al termine della passata legislatura aveva ottenuto in commissione il consenso di tutti i gruppi, ma poi non ha avuto la forza di arrivare in consiglio per essere approvata. Adesso, con la nuova legislatura, non si ripartirà  da zero, ma è possibile che l’accordo tanto faticosamente raggiunto tra i gruppi politici venga di nuovo sfatto e rifatto. Anche perché, secondo le prime indiscrezioni, non nascerà  più un’Agenzia regionale per l’informazione. Ma ne nasceranno due, una per la giunta e una per il consiglio. Così ognuno avrà  i suoi giornalisti di fiducia. Come adesso: ma almeno con un contratto da giornalisti.

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