Quotidiani – ‘Voce’ di Rovigo. Sfida ‘Gazzettino’ e ‘Resto del Carlino’

(Prima Comunicazione – numero 350 – Aprile 2005) 50mila abitanti, profonda provincia veneta, Rovigo è una città  a cui le cose semplici non piacciono. Sarà  per l’appellativo che l’accompagna da sempre (‘Città  delle rose’, a cui ovviamente si accompagnano le spine), sarà  per la sua storia tribolata (austriaca nel 1797, annessa alla Cisalpina nel 1801, napoleonica nel 1806, di nuovo austriaca con la Restaurazione, finalmente italiana nel 1866), fatto sta che Rovigo va sempre letta in controluce. Così, se un abitante della città  si chiama ‘rodigino’, chi abita in provincia è un ‘rovigotto’; se la città  è governata da un sindaco di centrodestra (Paolo Avezzù, Forza Italia), il presidente della Provincia è di centrosinistra (Federico Saccardin, Margherita); se nel resto d’Italia gli imprenditori sono sinonimo di Confindustria, qui la fa da padrona l’Api, l’Associazione piccole imprese che ha relegato in un angolino i cugini-nemici presieduti da Montezemolo; così, nelle cose editoriali, se 14 imprenditori locali (vicini all’Api, ovviamente) decidono di mettere in piedi un nuovo quotidiano, ecco che entrano in massa nella Voce di Cremona. Che non c’entra nulla con Rovigo, ma è di proprietà  dell’editore umbro Alberto Donati, ben felice, quando nel 2003 è stato contattato dai rodigini perché insieme mettessero in piedi un quotidiano a Rovigo, di cambiare nome alla testata cremonese (diventata La Voce Nuova), creare due edizioni (La Voce di Cremona e La Voce di Rovigo) e sbarcare così in Veneto. Il risultato finale è questo: Veneto Editori (51% gruppo Donati, 49% i 14 imprenditori di Rovigo) è proprietaria della testata La Voce Nuova, che dall’8 maggio 2004 realizza, oltre alla Voce di Cremona, in edicola dal 2001, anche La Voce di Rovigo. L’ultimo problema, dare a Rovigo un direttore che risiedesse in città , è stato risolto lo scorso 20 marzo con la nomina di Cristiano Draghi, 50 anni, fiorentino (vedi Borsino a pag. 64), in sostituzione di Cristiana Mainardi, rimasta a Cremona come direttore editoriale della testata.

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Nella foto, Luciano Zerbinati, socio di Veneto Editori

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