Quotidiani – ‘Torino cronaca’. A colpi di titoli shock

(Prima Comunicazione – numero 350 – Aprile 2005) Un secolo fa dieci centesimi non sarebbero stati neanche Il Resto del Carlino. Da tre anni a Torino sono il prezzo per portarsi a casa una trentina di pagine a dir poco esuberanti e con titoli in technicolor come ‘Islamici ci ammazzano a sprangate’, ‘Banditi assetati di sangue’ e ‘Cliente commosso salva la Lolita dell’est’.  Torino Cronaca nasce il 9 aprile 2002. Da allora è un caso editoriale che interroga e sconcerta ogni mattina addetti ai lavori e lettori. Più i primi dei secondi. Torino Cronaca si vede poco tra le signore eleganti e i professori di Palazzo Nuovo. Dilaga, semmai, nei mercati e in periferia, dove i politici fanno a gara per comparire anche solo per tre righe.  “Siamo un giornale popolare”, se la ride Beppe Fossati, 55 anni, direttore di questo quotidiano fatto da giovani (nove redattori tra 24 e 35 anni, più di 50 collaboratori, contratti a termine o ‘a voce’, nonostante i tentativi del sindacato e dell’Ordine, che se ne sta occupando, di conoscere almeno i numeri reali) e che a forza di predicare il ritorno del cronista sul marciapiede s’è attirato l’appellativo ‘trash’. Un passato al Giornale di Montanelli dove – ricorda – “arrivò proprio con me Marco Travaglio”, Fossati è per i colleghi un prodigio di fatti e provocazioni. “Tende la corda, ma sa come non spezzarla mai”, dicono di lui. Che si compiace: “La nostra ricetta è cronaca nera, sex & crime. Sesso ne facciamo poco perché questa città  è particolare…”. Restano la nera e il ‘crime’, che in breve hanno traghettato il progetto dell’editore Massimo Massano (già  ideatore di Libero e del Borghese) verso le 16mila copie quotidiane. “È un dato farlocco”, rilancia Fossati. E ne tira fuori un altro: “25mila copie, esclusi abbonamenti e vendite allo stadio e ai mercati”.  Il punto è che Torino Cronaca è diventato in tre anni il secondo quotidiano cittadino, scavalcando Repubblica e il suo dorso locale (attestato sulle 11mila copie) e rimanendo lontano dalla Stampa di 35mila. L’Editoriale Argo (piccola cooperativa giornalistica a responsabilità  limitata amministrata dal figlio di Massano, Daniele) punta ancora più in alto e vuol diffondere meglio il giornale in provincia.

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Nella foto, Beppe Fossati

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