Personaggi – Mauro Masi. Segretario generale di Palazzo Chigi

(Prima Comunicazione – numero 350 – Aprile 2005) Se non fosse la persona reale, seria e apprezzata che è, Mauro Masi potrebbe essere un personaggio perfetto per le trame di un romanzo ottocentesco francese nel cui carattere si intrecciano grandi abilità , notevole passione, ambizioni sostenute da qualità  sostanziali e un’aura di impalpabile segretezza. Se Gianni Letta è il braccio destro di Berlusconi, lui, Mauro Masi, è quello sinistro. Sono infatti trascorsi dieci anni da quando fece il suo ingresso a Palazzo Chigi come portavoce dell’allora presidente del Consiglio Lamberto Dini: un governo di tecnici che durò poco più di un anno. Ma lui da quel palazzo non ne è più uscito. Ha superato indenne ben cinque governi e tre diverse maggioranze parlamentari e ogni volta, invece di rovinare in qualche scantinato del potere, è riuscito a conquistare posizioni e ancora più potere, sommando cariche su cariche. Da capo del dipartimento Editoria a commissario straordinario della Siae, fino al gran colpo del 10 marzo scorso quando è stato nominato al grado più alto della pubblica amministrazione: quello di segretario generale di Palazzo Chigi, succedendo ad Antonio Catricalà  (andato a presiedere l’Autorità  antitrust) del quale dal 2001 era il vice (ma tra i due si dice e si conferma che non ci fosse poi un gran feeling). Nell’era dello spoil system – elegante denominazione britannica che da noi serve piuttosto a coprire la ghigliottina pronta per chi perde – Masi è riuscito a servire governi di centrosinistra e governi di centrodestra: da Dini, che sostituì nel ’95 il primo governo Berlusconi caduto per il ribaltone della Lega, a quello di Romano Prodi, per passare poi a Massimo D’Alema e a Giuliano Amato, fino al secondo governo Berlusconi che lo ha promosso appunto al grado più alto, primo funzionario interno a essere elevato a capo dell’amministrazione, un ruolo di forte potere finora sempre ricoperto da figure provenienti dall’esterno di Palazzo Chigi. Da segretario generale Mauro Masi sovrintende non solo a tutta la complessa macchina del Palazzo, ma è anche il più stretto collaboratore del presidente.

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Nella foto, Mauro Masi

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