Personaggi – Claudio Velardi. Opinioni fuori dai denti

(Prima Comunicazione – numero 350 – Aprile 2005) “La mia tesi di fondo”, dichiara Velardi,” è che lo stato della comunicazione politica e non solo in Italia è la seguente: Belusconi ha promosso e costruito nell’ultimo decennio un’orgia comunicativa che oggi è arrivata a saturazione. Oggi tutti i politici fanno il loro bravo 6per3, il sondaggio nessuno se lo nega, e così via. Nel frattempo la gente sta andando da un’altra parte”. A proposito delle ultime elezioni regionali, Velardi afferma che “passano quelli che, all’interno di un discorso di comunicazione, fanno un discorso di realtà “. L’esempio più clamoroso è Nichi Vendola. “È l’unico che intercetta una realtà  che cambia, sia pure enfatizzandola”, spiega Velardi a Prima. “Vendola ha un modo per presentare la realtà  molto enfatico, però non si può negare che lì ci sia un ancoraggio fortissimo con la gente in carne e ossa”. “Storace ha fatto una campagna pubblicitaria di natura berlusconiana, tutta comunicazione commerciale”, continua l’editore del Riformista. ” Noi dicevamo: ‘Ah, che bella campagna fa Storace e che campagna del cazzo fa Marrazzo’. E abbiamo toppato tutti. Marrazzo ha vinto e Storace ha perso. Vendola è partito come l’outsider, il gay e il comunista e ha vinto perché rispetto al pur bravo governatore Fitto è riuscito a costruire e imporre un discorso di verità  e di realtà “. “Dentro all’orgia comunicativa dell’ultimo decennio noi tutti abbiamo creduto che la comunicazione contasse qualcosa” sottolinea Velardi:. “Dico e voglio che rimanga agli atti che secondo me la comunicazione non conta un cazzo di niente!”. “Mettiamola cos씝, aggiunge: “se in alto c’è la politica e il sistema dei media, in mezzo la comunicazione che è il veicolo, e in basso la società , da molti anni a questa parte la comunicazione ha modellato se stessa guardando verso l’alto, verso la società  politica. Ripetiamo che le ultime cose che si sono dette sull’Italia sono le inchieste di Giorgio Bocca negli anni Sessanta? L’anno scorso c’è stata una pregevole inchiesta di Dario Di Vico sul nostro Paese e questo gli ha permesso di guadagnarsi la vice direzione del Corriere della Sera. Ciò significa che si tratta di fatti straordinari. Tutto il resto del sistema dell’informazione guarda solo in alto. Berlusconi ha sfondato perché con la sua ondata mediatica ha rivolto i suoi messaggi in basso, ma il sistema della comunicazione in quanto tale – i giornali, le agenzie, le società  di consulenza politica – se non comincia a guardare in basso, anzi dal basso, se non ricomincia a studiare, a capire quel che succede, è perso”. Nell’intervista Velardi contesta l’idea che chi ha in mano le televisioni vince le elezioni: “È stato vero nel 1994. Ora è una fesseria. Nel ’94 quella era la novità , la cosa che non c’era prima. Nel ’96 le aveva Berlusconi e perse. Nel 2001 le televisioni ce le aveva il centrosinistra eppure ha vinto Berlusconi. Da allora in poi Berlusconi, che pure aveva e ha in mano le televisioni, ha perso tutte le elezioni. Allora mi chiedo: ma che minchiata è mai questa?”.  “La destra”, aggiunge, “è schiava dell’orgia mediatica di Berlusconi. Berlusconi stesso è un po’ stranito, non capisce. La cultura del marketing di Berlusconi è una cultura che va dall’alto verso il basso, ma se non capisci cosa sta succedendo in basso, prendi delle sonore facciate. E se gli strumenti per capire cosa succede in basso sono le ricerche di mercato fatte ai numeri di telefono fisso, non capisci un beneamato cazzo di quel che avviene davvero in questo mondo”.

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Nella foto, Claudio Velardi

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