Comunicazione e pubblicità  -Enel. Comunicazione vicina ai clienti

(Prima Comunicazione – numero 350 – Aprile 2005) Roma, stazione Termini. Appena sceso dal treno ti avvii verso la testa dei binari. E tra te e te dici Cristo!, perche calcoli che ci vorrà  mezz’ora ad arrivare in cima. Nel frattempo hai gli occhi incatenati dal manifesto dell’Enel, che sta proprio lassù, trenta metri di manifesto, con quei quattro fornelli a forma di cuore, che qualche pentola, prima o poi, ci si siederà  sopra, come una chioccia. E tu pensi che così con una sola fiammata cuociono la gallina e le uova che ci stanno dentro. La stessa immagine pubblicitaria riempie tutta Roma. Ad esempio avvolge i fianchi, almeno 10 metri, dei jumbo tram che scorrono via, paradossalmente ovattati, nel rumore del traffico di Roma. Oppure sta lì su, su un palazzo all’ingresso di piazza Navona che, sarà  per la magia del luogo, sembra che abbia sotto, addirittura, una colonna sonora, soft ovviamente, tipo Burt Bacharach. Suggestioni, si dirà , ma vuol dire che il messaggio funziona. E ricorda molto da vicino quello sull’Enel elettricità , il trenino sulla sabbia, quel tono di voce, lo spirito è quello…”Noi abbiamo l’agenzia Saatchi&Saatchi che ci cura tutta la pubblicità “ dice Paolo Iammatteo, responsabile della Corporate identity, immagine e pianificazione di Enel, che ha solo 31 anni ma parla come un veterano della comunicazione (anche lui sottovoce, non ci sarebbe bisogno di dirlo). “E la nostra volontà  è sicuramente di coordinare sotto il capello unico dell’energia i nostri due rami, il gas e l’elettricità . Ed è vero, il tono di voce è quello. Cerchiamo, in ogni occasione, di declinare lo spirito dello spot sull’elettricità , ‘l’energia ti ascolta’, puntiamo a un atteggiamento abbastanza vicino al cliente… Ah, lei dice più che vicino, praticamente affettuoso?… Beh, sì, è vero, affettuoso è una bella espressione per definire quello che vogliamo fare: innanzitutto esaltare la differenza tra la vecchia e la nuova Enel, e cioè far sentire la vicinanza, l’attenzione, la possibilità  di dialogo, l’ascolto dell’azienda verso il cliente e la conseguente risposta”.

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Nella foto, Paolo Scaroni
, amministratore delegato e direttore generale dell’Enel

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