Rubriche – Valium. Annunziata spiega ai nostri analfabeti il sistema Usa

(Prima Comunicazione – numero 350 – Aprile 2005) Non credo che la nomenklatura di sinistra abbia reagito bene quando Lucia Annunziata nel suo ultimo saggio le ha pazientemente fatto notare che dell’America quei cari signori non hanno capito un beneamato. Il lavoro di Annunziata ha tutti i requisiti che occorrono a un testo che abbia la legittima pretesa di farsi leggere con agio, che tenti e riesca a dare una interpretazione della realtà  chiara ma non semplificata, che argomenti in modo credibile, che sfrutti il ragionamento e la conoscenza piuttosto che l’adesione baldanzosa a una tesi ritenuta ovvia.
Parlando dell’America di Bush e del sistema nordamericano Annunziata spiega agli analfabeti di casa nostra il sistema politico che governa la più grande e spesso la più incompresa potenza mondiale. Spiega la totale inefficacia di strumenti risibili come la paranoia complottistica, la semplificazione dove tutto deve tornare secondo schemi già  fissati. Lo fa con una sintassi semplice in modo che anche i più cocciuti capiscano e porta per mano i bambini recalcitranti della sinistra italiana analizzando la crisi del partito democratico, lo spostamento del voto dei cattolici e di quello ebraico, i riflessi psico-sociali della guerra del Vietnam ancora così attivi, la figura di Condoleeza Rice spesso banalizzata da una lettura di maniera e vista come una sorta di super-woman sado-masochista.
Insiste molto, Annunziata, che la vera questione che ha fatto vincere per il secondo mandato – e questa volta in modo inequivocabile – George W. Bush non riguarda tanto la presunta difesa dei  valori quanto la guerra. La neo-editorialista della Stampa va giù duro e sintetizza sconsolata ma non lacrimosa: “La sinistra italiana, dall’11 settembre in poi, si è limitata al ruolo di chi dice ‘no’ o di chi denuncia un mondo di congiure con al centro il Grande Fratello americano. La vicenda dell’Iraq è divenuta l’esempio perfetto di questo ruolo minore in cui la sinistra si è autorelegata”. Chissà  che qualcuno presti orecchio. Nell’intervista che Fassino ha dato a Federico Geremicca sulla Stampa si direbbe che qualche cosa stia cambiando.
n Sempre a proposito di America, cade giusto un saggio-manuale di Fabrizio Tonello sul giornalismo Usa, sui suoi cambiamenti, sulla stampa popolare, sulla frammentazione dei media, sulle correnti che lo attraversano, sulle idee che lo informano. La maneggevolezza del testo è uno dei meriti maggiori del libro di Tonello che introduce al sistema giornalistico americano in modo diretto e pratico.
n Vi ricordate la terza pagina? Ne avete nostalgia come Piero Sansonetti, il direttore di Liberazione che ha dichiarato l’intenzione di ristabilirla tale e quale? Beppe Benvenuto ha scritto un breve e agile saggio sulla ‘malinconia del critico’, malattia e malato di altri tempi, si direbbe. I vizi, i vezzi, le manfrine, le storie e le storielle della terza pagina sono raccontati come un affresco da Benvenuto, abituato a intervenire con rapidi e toccanti saggi che aprono mondi.
n Due donne ne raccontano ventiquattro. Alice Werblowsky e Carla Chelo – giornaliste toste e di forte energia – indagano il mondo femminile mutante, faticoso, spesso disperato del proprio genere. È un modo di incontrare la realtà  e farla incontrare originale e avvincente, un modo per presentare senza fanfaluche saggistiche un panorama su cui pochi o nessuno vogliono posare lo sguardo. C’è la camionista e la provinciale, la madre single e l’attrice nata due volte. C’è una passione sincera, una scrittura mobile e insieme robusta. E c’è un mondo, quello della maggior parte delle donne, ancora spesso ignoto e ignorato.
n Questa ce la potevamo risparmiare, ma visto che non ci facciamo mai mancare niente ce la siamo voluta ingollare tutta. Sto parlando del testo di Francesco Giorgino ‘Dietro le notizie’, che pretende di raccontarci “la fabbrica delle notizie” (sic!). Non varrebbe la pena di parlarne se non per esercitare l’arma più spuntata, il sarcasmo. Ma anche a essere sarcastici alla fine uno si stufa. Nel testo comico di Giorgino c’è persino qualche squisito passaggio autobiografico, roba tipo Anna La Rosa quando nel suo sito si descriveva come una signora a cui piace cavalcare a pelo. Qui il Giorgino narra la decisione di diventare giornalista e la conseguente dolorosa scelta di separarsi “dalla vista gratificante degli ulivi, dal profumo del mare del nord barese, dai colori e dai sapori ‘essenziali’ delle murge…” per venire a Roma a soffrire e a far soffrire. Gli ulivi, il profumo del mare, i colori e i sapori ‘essenziali’ ringraziano. Noi un po’ meno.
n Nella memorialistica legata alla Shoah non sempre è facile raccontare con convinzione originale quella tragedia immane e ancora sanguinante. Renzo Modiano in ‘Di razza ebraica’ narra della fuga, del tentativo di trovare un salvagente, dell’inerzia diffusa ma anche del coraggio nascosto che hanno contraddistinto il nostro Paese nell’ultima guerra mondiale. È, quella di Modiano, una delle tante e devastanti storie che hanno segnato la diaspora ebraica e che ogni tanto, grazie al coraggio disperato dei superstiti, riemergono da un passato buio.


– Lucia Annunziata, ‘La sinistra, l’America, la guerra’, Mondadori, € 12,00
– Fabrizio Tonello, ‘Il giornalismo americano’, Carocci, € 9,00
– Beppe Benvenuto, ‘La malinconia del critico’, Sellerio editore, € 12,00
– Alice Werblowsky e Carla Chelo, ‘Siamo così’, Tea, € 8,00
– Francesco Giorgino, ‘Dietro le notizie’, Mursia, € 16,30
– Renzo Modiano, ‘Di razza ebraica’, Libri Scheiwiller, € 12,50

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale