PAOLO FIGUS – Da vice direttore a direttore dell’Unione Sarda’

Prima Comunicazione – numero 350 – Aprile 2005
Una vita all’Unione Sarda, da semplice collaboratore a direttore. Cinquantasette anni, cagliaritano doc, amante della Sardegna senza fanatismi ma con grande convinzione, Paolo Figus è un uomo che sa dedicarsi anima e corpo a quello che fa. A ventiquattro anni ha iniziato a frequentare la redazione del giornale più antico dell’isola, per esserne assunto quattr’anni più tardi nella redazione sportiva condotta dal mitico Franco Brozzu. Erano anni in cui il Cagliari brillava di luce propria con il grande Riva che faceva sognare gli isolani (e non solo). Sotto la direzione di Massimo Loche, Figus viene spostato, diventa caposervizio agli esteri, un’esperienza che “mi ha fatto capire il mondo e che mi ha entusiasmato”. Inviato in Australia al seguito di Francesco Cossiga o a Berlino a dar conto del muro che crollava, Figus ha conosciuto i grandi della storia contemporanea: da Lech Walesa a Boris Eltsin, da Bush senior a Michail Gorbaciov. “Ho conosciuto quel che c’era fuori dalla Sardegna e questo non ha fatto che aumentare il mio amore per l’isola”, dice convinto. Nel 1994 diventa redattore capo, poi condirettore, vice direttore, ancora condirettore, ancora vice direttore. Per un decennio, insomma, ha frequentato il vertice della testata che conosce fin nelle viscere, come bene conosce tutti coloro che vi lavorano. In una regione dove la percentuale dei lettori è altissima, L’Unione Sarda si propone come giornale unico e questo è il suo progetto: creare un mix di informazione locale, nazionale e internazionale. Convinto che ogni persona che lavora nel giornale debba essere coinvolta in prima persona, ha chiesto a tutti non solo di badare alla macchina, non solo di licenziare le pagine, ma di scrivere, scrivere, scrivere. Gusti: il mare e tutto quello che al mare si riferisce, dalle spiagge bianche al cibo (frutti di mare e pesce). Anche il calcio resta un grande amore che segue ogni volta che può. Disgusti: “Francamente non ne ho. Apprezzo molto chi non la pensa come me”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Il sogno del Festival della Mente nell’anno della pandemia, fra numeri e futuro

Il sogno del Festival della Mente nell’anno della pandemia, fra numeri e futuro

Battaglia continua sulle rassegne stampa. Consiglio di Stato respinge ricorso urgenza Eco della stampa

Battaglia continua sulle rassegne stampa. Consiglio di Stato respinge ricorso urgenza Eco della stampa

Conflitto di interessi, la proposta di legge: “Stop ai direttori dei giornali in Parlamento”

Conflitto di interessi, la proposta di legge: “Stop ai direttori dei giornali in Parlamento”