Il Parlamento e le leggi sulla comunicazione

‘Prima Comunicazione’, numero 349, Marzo 2005

Legge sull’editoria – Ddl n. 4163 – Dopo aver detto di no molte volte a questa richiesta degli editori, ora pare che il governo sia riuscito a trovare i fondi per finanziare il credito d’imposta per l’innovazione tecnologica delle aziende editoriali. Lo ha annunciato Paolo Bonaiuti (foto), sottosegretario con delega all’Editoria, nel corso della riunione della commissione Cultura dello scorso 2 febbraio. Si tratta di circa 28 milioni di euro, dei quali, però, soltanto 8 (quelli che serviranno per evadere le richieste già  presentate per il 2004) sono veramente disponibili: “Per gli altri 20 abbiamo attivato il ministro Siniscalco”, ha precisato Bonaiuti. Tutto è dunque nelle mani del ministro dell’Economia, che già  nel corso della Finanziaria aveva tenuto ben stretti i cordoni della borsa quando si trattava di stanziare fondi per il settore della carta stampata. “Per questo siamo molto cauti: non vorremmo che per il credito d’imposta si ripetesse quello che è successo in Finanziaria per il bonus sulla carta, passato dalle tre annualità  promesse a una sola”, è stato il commento del diessino Giuseppe Giulietti che, insieme agli altri esponenti dell’opposizione, ha firmato ben 120 emendamenti di modifica alla legge presentata dal governo per riformare il settore editoria. Il clima in commissione è comunque sereno e di grande collaborazione, tant’è che  maggioranza e opposizione sarebbero addirittura d’accordo nell’approvare il testo in sede legislativa, cioè senza il passaggio in aula.

Riforma del codice penale militare – Atto Camera n. 5433 – La legge delega al governo per riformare i codici penali militari di guerra e di pace, approvata al Senato e ora in discussione a Montecitorio, ha messo in allarme il mondo dell’informazione: contiene infatti una norma che prevede l’estensione alle missioni di pace, a cominciare da quella in Iraq, delle gravissime sanzioni  previste in caso di guerra per chi si procura e diffonde notizie relative ai contingenti militari italiani e alleati. Ora nel corso dell’esame delle commissioni riunite Giustizia e Difesa, è stato approvato a sorpresa un emendamento presentato dall’opposizione che ha cassato l’intero articolo 4 della legge delega, quello al cui interno si trova anche la norma contestata. Ma la cosa non risolve il problema: è infatti probabile che il governo ripristinerà  il testo bocciato quando la legge arriverà  all’esame dell’aula.Di fronte alle pressanti richieste di modifica da parte dell’opposizione, l’esecutivo infatti ha più volte ribadito l’inesistenza di qualsiasi limitazione al diritto di cronaca. “La legge penale di guerra verrà  applicata soltanto ai componenti dei corpi di spedizione e non ad altri soggetti”, ha dichiarato il ministro della Difesa, Antonio Martino, nel corso del dibattito in commissione, per spiegare come la normativa non riguardi i cronisti inviati in zone di operazioni militari, né tanto meno gli operatori umanitari delle organizzazioni non governative.

Codice dell’amministrazione digitale – Approvata definitivamente dal Consiglio dei ministri del 4 marzo, la riforma proposta dal ministro per l’Innovazione tecnologica, Lucio Stanca, si propone di  fornire un quadro normativo coerente, omogeneo e unitario all’applicazione delle nuove tecnologie digitali nella pubblica amministrazione. Anche con l’obiettivo, è stato spiegato, “di consentire un notevole recupero di efficienza, ingenti risparmi e un miglioramento della qualità  dei servizi”. I benefici più consistenti saranno a favore dei cittadini e delle imprese: “Il Codice si propone di liberare gli italiani da molti e anacronistici obblighi e adempimenti verso le pubbliche amministrazioni”, ha sottolineato il ministro Stanca. “In sostanza, nasce il ‘cittadino digitale’, al quale il Codice riconosce nuovi diritti e nuove possibilità , definendo il quadro giuridico per garantirne l’effettivo godimento”. Con il via libera definitivo del Consiglio dei ministri, il progetto Pubblica amministrazione in Rete si avvia a diventare una realtà , in quanto gli atti, i dati, i documenti, le scritture contabili e la stessa corrispondenza – non solo con la pubblica amministrazione, ma anche tra privati – se prodotti in modo digitale e conservati in archivi informatici, avranno la stessa validità  giuridica dei documenti cartacei. E grazie a particolari procedure – già  definite dal Consiglio dei ministri in un regolamento attuativo emanato ai primi di febbraio – anche le tradizionali  raccomandate potranno essere sostituite dalla posta elettronica certificata.


Interrogazione parlamentare – I diessini Giorgio Panattoni e Giuseppe Giulietti (foto) vogliono vederci chiaro su quel volantinaggio promosso alcune settimane fa davanti agli stadi italiani, a cura del ministero delle Comunicazioni, per incentivare i cittadini ad acquistare il decoder per la televisione digitale terrestre. Visto il luogo in cui si è svolto, hanno scritto nella loro interrogazione al ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, i due parlamentari, “la leva della promozione era ovviamente la possibilità  di vedere le partite di calcio attraverso la pay-per-view di Mediaset, azienda di proprietà  del presidente del Consiglio”. Secondo Panattoni e Giulietti, l’iniziativa si configura come una palese violazione del principio di libera concorrenza, perpetrata, per di più, utilizzando fondi di aziende pubbliche, le Poste, a vantaggio dell’azienda di proprietà  del capo del governo.


Internet e disabili – Legge n. 4/2004 – Una sorta di bollino blu caratterizzerà  tutti i siti web privati  che renderanno accessibili ai disabili i propri servizi on line; inoltre, entro 12 mesi, tutti i siti Internet delle pubbliche amministrazioni dovranno adeguarsi alle disposizioni contenute nella ‘legge Stanca’, la n. 4 del 2004, il cui regolamento attuativo è stato approvato dal Consiglio dei ministri a fine febbraio. “È un nuovo passo in avanti verso l’abbattimento delle barriere digitali, in modo da evitare che le nuove tecnologie informatiche determinino forme di emarginazione forse ancora più pericolose di quelle tradizionali”, ha commentato il ministro per l’Innovazione tecnologica, Lucio Stanca. Il provvedimento recepisce le linee guida dell’Unione europea e le normative  nternazionalmente riconosciute ed è stato elaborato con il contributo delle associazioni dei disabili più rappresentative.


Riduzione Iva sui cd – Pdl n. 5529 – Sono molte le iniziative di legge parlamentari in favore della riduzione dell’Iva sui cd musicali, e l’ultima in ordine di tempo l’ha presentata il deputato della Margherita Dario Franceschini. Sotto accusa è l’Iva al 20% che grava sui prodotti multimediali, mentre per gli altri prodotti culturali, come i libri, l’imposta sul valore aggiunto è del 4%. Così, mentre in coincidenza con il Festival di Sanremo i ministri dell’Innovazione tecnologica, dei Beni culturali e della Comunicazione hanno firmato un accordo, il cosiddetto Patto di Sanremo per trovare assieme ai tanti  soggetti interessati soluzioni positive al fenomeno della pirateria informatica, dalla Camera le opposizioni rilanciano con la proposta di Franceschini di ridurre almeno al 10% l’Iva sui cd musicali in linea con le norme comunitarie. Tra le novità  della proposta di legge, anche la possibilità  di detrarre fiscalmente le spese sostenute per l’acquisto di cd: “Questo è l’unico vero modo per combattere la pirateria”, ha spiegato Franceschini, “e sostenere un settore, come quello musicale, rilevante non solo economicamente, ma anche culturalmente”. Per quanto riguarda il Patto di Sanremo, l’obiettivo è quello di riuscire ad affermare un modello legale di utilizzo di Internet. Secondo i ministri firmatari – Stanca (foto), Urbani e Gasparri – non si può infatti considerare il web una sorta di “zona franca”, un “territorio senza legge” in cui le norme vigenti non vengono applicate e rispettate. Già  con il cosiddetto decreto Urbani la pirateria on line sarebbe stata ridotta del 30%, ora i tre ministri si sono detti d’accordo nel mettere a punto altri possibili interventi normativi sempre con l’obiettivo di “non criminalizzare” lo scambio di file, questione di cui peraltro si sta già  occupando la commissione Istruzione del Senato.

(Le cronache del Parlamento sono state chiuse il 7 marzo)

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