Televisione – RaiSat. Una lucidata alla nicchia

‘Prima Comunicazione’, numero 349, Marzo 2005 – Raisat prepara i suoi canali alla misurazione Auditel C’era il clima da grande evento all’incontro per il debutto in Italia dei programmi del network culturale franco-tedesco Arté su Raisat Premium. A festeggiare il presidente Jerome Clement c’erano il sindaco di Roma Walter Veltroni, Aldo Grasso, Renzo Arbore, il consigliere Rai Marcello Veneziani, Philippe Daverio, Folco Quilici, e pure il politologo Giovanni Sartori, grande fustigatore della televisione nostrana che ha un culto per la Pbs, la rete pubblica americana. Politici, intellettuali, star televisive in rappresentanza di una minoranza battagliera sempre più critica per la bassa qualità  della televisione generalista e che, cultori dei programmi di Arté, chiedevano da tempo che venissero trasmessi anche nel nostro Paese. Raisat, la consociata Rai per la televisione satellitare, ha deciso di accontentarli, così a partire dallo scorso 11 febbraio, dal venerdì alla domenica alle 21, gli appassionati del genere possono avere sul canale Raisat Premium un assaggio della produzione franco tedesca, a cui si aggiunge una serata mensile di approfondimenti monografici. Ma perché tanto rumore per una scelta di palinsesto che se va bene interessa una percentuale minima della platea televisiva? Perché l’evento Arté serve a Raisat per fare relazioni pubbliche con ambienti che contano e soprattutto perché aiuta a rafforzare l’immagine di televisione di nicchia e di qualità  che Raisat ha scelto come propria ragion d’essere fin dal suo debutto nel 1999. Una politica di marketing decisa da Gigi Mattucci, quando ha messo in piedi la società  dei canali satellitari Rai di cui è stato presidente ed editore fino a maggio del 2003, e sposata in pieno da Carlo Sartori, arrivato al vertice della società  alla fine dello stesso anno, un manager che di comunicazione e di target televisivi se ne intende (ha insegnato e scritto saggi e, assunto in Rai nel ’93, si è occupato di relazioni esterne con la presidenza Moratti e del lancio dei primi canali tematici in chiaro della Rai, Cultura, Bambini e Spettacolo, come direttore delle Nuove offerte).
Dunque la nicchia come missione fin dai suoi esordi, perché Raisat non poteva che avere un ruolo sperimentale e minoritario nel settore della pay tv, un business in cui la Rai muoveva i primi passi come partner privilegiato dei francesi di Canal+ nella loro avventura italiana con Tele+.


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Nella foto, Jerome Clement e Carlo Sartori

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