Associazioni ““ Global Alliance. A Trieste comunicazione fuori dal comune

‘Prima Comunicazione’, numero 349, Marzo 2005 – Manuel Ribeiro a modo suo fa il sindacalista. La categoria che ha deciso di rappresentare al tavolo del confronto con le organizzazioni padronali sono i bambini corrieri della droga delle favelas brasiliane. Cerca di conquistare qualcosa sull’orario di lavoro, sui giorni di riposo. E non è facile. La sua è un’esperienza fra le tante che faranno parlare di comunicazione per la diversità  e nella diversità  al prossimo Festival mondiale delle relazioni pubbliche. Toni Muzi Falconi, che coordina l’iniziativa della Global Alliance for Public Relations and Communications Management e della Federazione italiana relazioni pubbliche (Ferpi), ha già  in portafoglio oltre 600 adesioni dai cinque continenti e da organizzazioni internazionali come le Nazioni unite e la Banca mondiale al secondo appuntamento con la manifestazione internazionale. Dal 28 al 30 giugno Trieste, capitale storica degli incontri nella diversità  e della difficile ma necessaria coesistenza delle minoranze, sarà  così teatro di un vertice del tutto inconsueto per i protagonisti delle pr. “Vogliamo”, avverte il coordinatore, “aprire il confronto per capire come le organizzazioni pubbliche, private e sociali si confrontano con il tema della diversità . Ma soprattutto per affermare che per comunicare in un mondo sempre più articolato non basta parlare a qualcuno, bisogna piuttosto fare un salto di qualità , aprire un canale e comunicare con qualcuno”. Tenere aperto un dialogo, ovviamente, può rivelarsi molto più efficace di buttare lì qualcosa e andare via. Ma come evitare di cadere nello slogan fine a se stesso? Muzi Falconi sta preparando un festival dove ogni passaggio resti ancorato all’esperienza concreta. In passerella a raccontare come si può gestire favorevolmente una realtà  sempre più diversificata e globalizzata al tempo stesso ci saranno grandi marchi, come Ibm, Citigroup e Benetton. Ma anche protagonisti di esperienze fuori dal comune. Come i due docenti sudafricani dell’università  di Pretoria, che stanno studiando, senza attendere l’intervento del legislatore locale, nuovi codici di lavoro e di comportamento per tutelare la salute delle donne minatrici. E artisti come il tedesco Andreas Heinecke, specializzato in installazioni che servono a comprendere attraverso l’esperienza fisica diretta lo stato del diverso (celebre il suo ‘Dialoghi nel buio’, realizzato anche a Milano, per far percepire la cecità ).  I grandi temi del sociale, ovviamente, saranno protagonisti della manifestazione triestina.

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Nella foto, un’imagine di Maik Blhum

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