Associazioni ““ Dgtvi. La lobby del digitale

‘Prima Comunicazione’, numero 349, Marzo 2005 – L’exploit del calcio in pay per view sul digitale terrestre ha messo le ali alle vendite dei decoder a un ritmo di 60mila a settimana (si parla di un milione e mezzo di pezzi venduti) e l’Associazione per lo sviluppo e la promozione del digitale terrestre (Dgtvi), a cui aderiscono tutti gli operatori, cioè Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, D-Free Sportitalia e la Fondazione Ugo Bordoni per conto del ministero delle Comunicazioni, si sta muovendo come una macchina da combattimento per spianare la strada al business. Presidente dell’Associazione è Andrea Ambrogetti, direttore delle relazioni istituzionali Italia del gruppo Mediaset, subentrato lo scorso novembre a Carlo Sartori della Rai. “Entro quest’anno vogliamo fare del digitale una realtà  da cui non sarà  più possibile tornare indietro. È il nostro obiettivo strategico. Che il 2005 sarà  l’anno della svolta ce lo dicono i numeri. In meno di un anno (dall’aprile 2004 quando sono stati attivati i finanziamenti pubblici: ndr) i decoder venduti hanno superato il milione e mezzo, vuol dire che il tasso di penetrazione del digitale italiano è il più alto in Europa, superiore anche a quello dell’inglese Freeview. Se continueremo di questo passo prevediamo per fine anno tre milioni di famiglie digitalizzate”.  Ambrogetti è appena tornato da un lungo tour europeo, guidato dal sottosegretario alle Comunicazioni Giancarlo Innocenzi, a cui hanno partecipato anche Piero De Chiara, responsabile digitale della 7, Angiolino Lonardi della Rai, Egidio Viggiani, direttore affari generali e istituzionali di Sportitalia e D-Free, e Mario Frullone, segretario generale della Fondazione Bordoni. L’obbiettivo era studiare politiche comuni con gli altri Paesi europei che stanno sperimentando il digitale terrestre. Ci sono stati incontri con i ministri competenti inglese, spagnolo e tedesco, con il Consiglio superiore dell’audiovisivo francese e gli operatori di settore. La delegazione italiana, forte della reputazione conquistata con l’operazione smart card per il calcio in pay per view, ha ottenuto il consenso su tre proposte che saranno tradotte in un documento comune e portate alla Commissione europea. Racconta Ambrogetti: “Per armonizzare le date dell’abbandono dell’analogico per i vari Paesi europei, che sono tutte sfalsate nel tempo e più lontane rispetto alla nostra, si è deciso di prevedere un arco temporale di tre-quattro anni entro cui tassativamente tutti e cinque i Paesi attueranno il passaggio al digitale. Nel frattempo si tratta di individuare modalità  comuni per spegnere progressivamente le trasmissioni in analogico in zone definite, come ha cominciato a fare la Germania. Si è deciso anche che i nuovi televisori messi sul mercato a partire dal 2007 siano obbligatoriamente predisposti per il digitale, scelta di carattere industriale per cui è vincolante il via libera di Bruxelles”.

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Nella foto, Andrea Ambrogetti

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