Istituzioni ““ Agcom. Il colpo di coda di Cheli

‘Prima Comunicazione’, numero 349, Marzo 2005 – Che cosa cambierà  dopo che nei primi giorni di marzo l’Autorità  per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) presieduta da Enzo Cheli ha deciso di applicare sette misure regolamentari a Rai, Rti e Publitalia con l’obiettivo dichiarato di contrastare il duopolio televisivo e affermare il pluralismo nella televisione? La delibera dell’Agcom – presa sulla base della nuova legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo, che introduce il divieto di posizioni dominati non solo nel Sistema integrato delle comunicazioni, ma anche nei singoli mercati che lo compongono (quindi anche quello televisivo) – ha sorpreso e scontentato un po’ tutti. Del resto questo accade spesso alle delibere delle authority in tutto il mondo, contestate anche ferocemente dalle parti in causa. I critici hanno sottolineato che, dopo sette anni di scarsa incisività  per quanto riguarda gli interventi regolatori sul mercato televisivo, a pochi giorni dalla sua scadenza del 10 marzo (a meno di proroghe), l’Agcom sia infine intervenuta sul settore. Troppo tardi e troppo poco, hanno detto gli editori e i partiti di centrosinistra. Mediaset e Rai non hanno finora espresso forti critiche, forse facendo buon viso a cattivo gioco. Comunque non sembra che Mediaset e Rai ricorreranno al Tar del Lazio per contestare questa delibera di Cheli, a differenza di quanto hanno annunciato che faranno per impugnare la delibera presa pochi giorni dopo dall’Agcom sullo sforamento dei tetti pubblicitari (vedi box). Il fatto è che difficilmente questa volta l’Agcom avrebbe potuto non intervenire. A novembre l’Antitrust di Giuseppe Tesauro, anch’egli a fine scadenza, aveva concluso la sua indagine conoscitiva sul settore televisivo sottolineando che Rai e Mediaset controllavano l’88% degli ascolti, il 93,2% delle risorse pubblicitarie televisive, l’81,3% delle frequenze tivù, e indicando che una simile condizione di duopolio da parte di due soggetti integrati verticalmente è sconosciuta in tutti i Paesi europei e blocca la concorrenza nel settore. L’altro elemento di forte novità  è che per la prima volta gli editori, la Fieg (Federazione italiana editori giornali), Rcs MediaGroup, il Gruppo Editoriale l’Espresso e Sep (editore del Secolo XIX), insieme all’Aeranti Corallo, l’associazione delle emittenti televisive locali, satellitari e Internet sono intervenuti direttamente nel procedimento Agcom suggerendo nuove regole antitrust.

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Nella foto, Enzo Cheli

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