Comunicazione e pubblicità  ““ Inps. Addio al burocratese

‘Prima Comunicazione’, numero 349, Marzo 2005 – L’Istituto affida a grandi registi e fotografi la sua nuova immagine Come si fa a comunicare un moloch? È questa la missione di Annalisa Guidotti – un passato alla Curcio, poi a Repubblica, poi ancora nella comunicazione delle aziende di Alfio Marchini – da tre anni direttore della comunicazione e relazioni esterne dell’Inps. L’Inps è nato ufficialmente nel 1933 (ma sulle ceneri della Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità  e la vecchiaia degli operai del 1898) come ente di diritto pubblico dotato di personalità  giuridica e autonomia di gestione: settant’anni, questi ultimi, che hanno visto portare modifiche sostanziali sia alla struttura amministrativa sia allo scenario economico e assistenziale del nostro Paese. A complicare il già  ingarbugliato terreno operativo dell’Inps vi è il fatto che la gamma delle prestazioni erogate è molto ampia e comprende, oltre a quelle di natura propriamente previdenziale, anche quelle di tipo assistenziale e la gestione di tutte quelle prestazioni non pensionistiche per tutelare i lavoratori che si trovano in particolari momenti della loro vita lavorativa (indennità  di disoccupazione, cassa integrazione, indennità  di malattia, eccetera). Sono più di 300 i servizi che fornisce a privati e ad aziende, forte di 33mila dipendenti su tutto il territorio e che devono far fronte, tra l’altro, al pagamento di 16 milioni di persone. Una montagna, ma anche un luogo di potere in cui hanno molta voce in capitolo i sindacati che, come i partiti politici in Rai, sono molto presenti nella vita dell’istituto. “In Francia ci sono tre enti di previdenza con 90mila dipendenti”, ricorda il presidente Gian Paolo Sassi, giuslavorista di Varese e amico del ministro Maroni, che attribuisce un’importanza fondamentale alla comunicazione interna ed esterna. “Abbiamo fatto grandi sforzi per uscire dalla foresta oscura del burocratese”, spiega. “Abbiamo una credibilità  da difendere e pochi strumenti a disposizione per rinnovare l’apparato dei funzionari, che devono pur possedere conoscenze specifiche molto raffinate”.

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Nella foto, Gian Paolo Sassi

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