GIUSEPPE BRAGA – Da caporedattore di ‘Libero’ a direttore di ‘Volare’

‘Prima Comunicazione’, numero 349, Marzo 2005 – Giuseppe Braga, 41 anni, bolognese, laurea in filosofia, dal 1° marzo è il nuovo direttore di Volare, il mensile della Domus dedicato agli appassionati e ai professionisti del volo degli aerei. Braga inizia a lavorare venti anni fa al Resto del Carlino, prima di passare all’Ansa bolognese e prima di risalire il Po e stabilirsi a Milano, dove stringe un lungo connubio professionale con Vittorio Feltri. Lavora con lui all’Indipendente e poi al Borghese (a Torino), testata nella quale lavora anche con il compianto Daniele Vimercati. E quando si chiude l’esperienza con Il Borghese, per Braga si apre subito quella di Libero, all’inizio come caposervizio esteri, fino alla qualifica di caporedattore centrale. Come responsabile degli esteri segue l’11 settembre degli aerei schiantati sulle Torri gemelle di New York, e in quella veste gli capita pure l’onore di firmare dei ‘fondi’ in prima pagina, come quello che Feltri gli titola ‘Cosa succede quando un aereo cade’: un racconto in presa diretta di un aereo in caduta verticale, con la particolarità  che il giornalista Braga scrive quello che ha appena provato il pilota acrobatico Braga durante uno dei suoi numeri preferiti, quello della ‘vite’, dove l’aereo, appunto, cade verso terra avvitandosi su se stesso. Sì, perché la grande passione di Giuseppe Braga, che alla fine l’ha inevitabilmente portato a dirigere un mensile specializzato, è proprio il volo acrobatico. “Volare è un sogno”, dice Braga, “e volare facendo acrobazie è come toccare il cielo con un dito, è guardarlo mentre sfiori la terra. È emozione”. Un’emozione che Braga coltiva con un piccolo biposto (“Per me e l’istruttore, quando sento di averne bisogno”) che fa decollare dall’aeroporto di Ozzano dell’Emilia (Bologna) ogni volta che può. A Volare, Braga sostituisce Francesco Giaculli, “un’autorità  in campo aeronautico”, dice il neo direttore, che ha fondato Volare 23 anni fa e che ora lo lascia nelle mani di un giovane collega che va matto per il numero della ‘vite’.

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