GIANLUIGI PARAGONE – Da caporedattore di ‘AdnKronos’ a direttore della ‘Padania’

‘Prima Comunicazione’, numero 349, Marzo 2005 – Dice che al quotidiano della Lega farà  l’eretico e tutti sperano che non brucino vivo Gianluigi Paragone, nuovo direttore della Padania per volere diretto di Umberto Bossi. Figlio di Luigi, saragattiano di ferro e direttore di Ciak Cinegiornale oltre che ex consigliere d’amministrazione della Sipra e uomo di punta di Seat Pagine Gialle, Gianluigi è un napoletano nato a Varese il 7 agosto 1971, sposato con Laura (ex insegnante di educazione fisica) appena in tempo per fare due figli (Tommaso, 2 anni, e Federico, 2 mesi e mezzo) e studiare in fretta da direttore, e ora si ritrova all’età  di 33 anni a fare il numero uno di un quotidiano. A bruciare le tappe, d’altronde, Gianluigi Paragone è abituato. Uno di quelli che fino al giorno prima li vedi allievi silenziosi a seguire un po’ di nera, un po’ di spettacoli (nel ’95 il suo primo Sanremo per la Prealpina), un po’ di politica (sempre per la Prealpina ha seguito Bossi per le valli varesine), un po’ di sport (inguaribile juventino ma con la passione anche per le squadre inglesi, il Valencia e l’Atletico Bilbao), insomma un po’ di tutto e appena ti distrai un attimo te li ritrovi che hanno superato i maestri senza che te ne sia accorto. Chiusa l’esperienza del quotidiano fondato da Giuseppe Bagaini, Paragone prende in mano le redini di Rete 55, la televisione che era stata di Antonio Marano prima del salto a sottosegretario alle Telecomunicazioni nel primo governo Berlusconi del ’94. E da direttore di Rete 55 sfrutta in pieno il momento magico del territorio, che è un concentrato di ministri, e porta nei suoi studi i big della politica per interviste esclusive a Silvio Berlusconi, Massimo D’Alema, Francesco Cossiga, Antonio Di Pietro e compagnia cantante. Con quattro giornalisti in croce e senza risparmiare energie porta la tivù, in quattro anni (dal 2000 al 2004) a triplicare gli ascolti. Contemporaneamente avvia una collaborazione con il Giornale di Maurizio Belpietro. Finché sei mesi fa va a lavorare in AdnKronos come caporedattore responsabile di progetto per il digitale terrestre. Tecnologia d’avanguardia per prodotti da mettere poi in onda su clienti come Rai, Mediaset, Sky e alcune emittenti locali. Poi il salto al quotidiano e la promessa di un futuro eretico. Che il dio Po l’assista.

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