Servizio di copertina – Sospetti alti, pensieri deboli

‘Prima Comunicazione’, numero 348, Febbraio 2005 – Questo è l’impasto della nostra società , dice il nuovo direttore  del ‘Sole 24 Ore’. Noi, il ‘Sole’, i giornalisti, i cittadini che non vogliono mollare debbono infilarsi in questo impasto, e farlo lievitare come la ‘madre’ scassando paratie, barriere, percorsi obbligati, vincoli. A caccia di idee, per favorirle, spingerle. Questa non è un’intervista a Ferruccio de Bortoli, appena eletto direttore del Sole 24 Ore. È il ritratto di un professionista dell’informazione che, pur lavorando per 31 anni a Corte, è riuscito a non sputtanarsi, a non chiedere, a non accattonare. Eppure, la tentazione deve essere stata grande, irrefrenabile. Facciamo quattro conti. De Bortoli, come giornalista, è nato e cresciuto nella casa editrice che manda in edicola il Corriere della Sera, oltre libri, periodici e il più forte quotidiano sportivo che è la Gazzetta dello Sport che poi sarebbe l’unico quotidiano popolare italiano vestito e calzato, target giovane, fedele, che potrebbe prestare della pubblicità  anche al Corriere se quelli che della sua pubblicità  si occupano avessero quattro idee in testa. E quattro idee anche per le ‘signore editore’ che ne hanno il controllo azionario. Fatto sta che Ferruccio è cresciuto a pane e Corriere. E quando ha cominciato a montare in sella al Corriere come vice direttore con delega all’economia e poi come direttore ha capito che era più importante andare in sala riunione insieme a qualche industriale e opinionista per capire come girava o non girava l’Italia che fare delle visite a Roma per ascoltare quattro stupidaggini, salvo eccezioni. E ora dopo il Corriere gli tocca il Sole. Il Sole è il quotidiano della Confindustria e il boss della Confindustria è Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Fiat, membro del consiglio di amministrazione della Stampa, l’editrice torinese che ha sempre mangiato nel piatto dove mangiava anche il Corriere serviti con stile, moderazione e con piatti piemontesi o lombardi dall’avvocato Gianni Agnelli. Eppure, quando dopo anni e anni di servizio al quotidiano e (questa volta è vero) ai suoi lettori Ferruccio de Bortoli è stato nominato direttore del Corriere, il ragazzo non ha fatto una grinza. Non ricordo nemmeno se qualcuno tra giornali e giornalisti gli ha fatto un’intervista da ‘nomination’. Perché tanto intervistare Ferruccio de Bortoli è inutile, pleonastico, banale. Una cosa importante l’ha però stabilita de Bortoli senza dirlo: che esiste un altro sbocco finale per un direttore di giornali: prima il Corriere e ultimissimo Il Sole. Invece prima era Il Sole o La Stampa e ultimissimo il Corriere. Di fronte a una società  politica come quella di Bruxelles essere direttore del Corriere è molto, moltissimo. Di fronte a una società  politica, finanziaria, industriale come quella determinata da Bruxelles essere direttore del Sole 24 Ore è più che moltissimo: è il massimo che può chiedere un giornalista. È tutto.

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Nella foto, Ferruccio de Bortoli

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