Personaggi – Franco Giordano. Il parlamentare del mese

‘Prima Comunicazione’, numero 348, Febbraio 2005 – Di scissione in scissione ha assunto un ruolo sempre più di primo piano, fino a diventare il numero due di Rifondazione comunista. E in qualità  di capogruppo alla Camera, Franco Giordano è uno dei pochi che può parlare al posto del leader: è a lui, infatti, che i giornalisti si rivolgono quando Fausto Bertinotti non può o non vuole rispondere. Pugliese – è nato a Bari 47 anni fa – Giordano è in politica da più di 25 anni e con il suo conterraneo Nichi Vendola è uno dei pochi attuali dirigenti di Rifondazione che provengono dalla scuola quadri del Pci. Negli anni Ottanta erano tutti e due nella segreteria nazionale della Fgci e condividevano con altri un appartamento alla periferia nord di Roma: “Era una specie di comune, un vero e proprio porto di mare. Nichi, che è un cuoco straordinario, si occupava della logistica in cucina mentre noi tentavamo invano di tenere pulita la casa”, ricorda Giordano. Erano anni di stipendi miseri e di bollette che si accumulavano: né Giordano né Vendola, in quei giorni fatti di riunioni fumose e di pasti saltati, avrebbero mai immaginato di trovarsi un giorno a rappresentare un partito così determinante per le possibilità  di vittoria del centrosinistra. E mentre Bertinotti ha deciso di sfidare Romano Prodi alle primarie che sceglieranno il leader del centrosinistra per le politiche del 2006, c’è chi nell’ex Ulivo insiste affinché il confronto avvenga subito su un programma di governo e non soltanto su un’alleanza elettorale: terreno quanto mai minato per il gruppo dirigente di Rifondazione costretto a fare i conti con quella metà  del partito che, fra trotzkisti ed ex cossuttiani, si dice irrimediabilmente distante dal centrosinistra e, nei vari congressi che precedono quello nazionale che si terrà  a marzo a Venezia, sta ribadendo il proprio no a un eventuale ingresso di Rifondazione nel governo. Del resto sono molti i punti su cui l’accordo sarebbe difficile da siglare: dal terreno internazionale a quello economico. Fosse possibile, Rifondazione proporrebbe addirittura di nazionalizzare la Fiat, figuriamoci se fra due anni il centrosinistra dovesse decidere di smantellare la legge Gasparri – come ha annunciato che farà  in caso di vittoria – e rimettere mano al modello di privatizzazione previsto per la Rai: “Su questo noi non abbiamo cambiato idea: la Rai, cioè la più grande azienda culturale del Paese, deve restare pubblica”, scandisce Giordano, che in Parlamento siede anche in commissione di Vigilanza.  Rifondazione ha una propria proposta di riforma alternativa alla Gasparri (vedi www.rifondazione.it) che prevede la divisione del sistema radiotelevisivo in tre blocchi: il servizio pubblico (senza pubblicità ), la radiotelevisione di servizio (con i cosiddetti canali dell’accesso da offrire a rotazione, in base a convenzioni, a sindacati, associazioni, partiti nazionali, ecc.) e la tivù commerciale (regolata da una severa normativa antitrust sulla raccolta pubblicitaria e sugli incroci proprietari). L’unico punto in comune con la proposta che sta emergendo nel centrosinistra, in particolare dall’area diessina, è la separazione tra chi fornisce i contenuti e chi gestisce la rete di trasmissione, fermo restando che anche questa società  di gestione sia di proprietà  pubblica. Le alchimie contabili e societarie sulla Rai non hanno fatto breccia in Rifondazione, che già  ai tempi del 1138, il progetto di riforma del sistema radiotelevisivo presentato dal governo dell’Ulivo, si mise di traverso contro ogni tentativo di privatizzare Viale Mazzini. Comunque sia, questa Rai così com’è non piace nemmeno a Rifondazione.

____________________
Nella foto, Franco Giordano

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale