VITTORIO CORONA – Da consulente editoriale a direttore di ‘Star+Tv’

‘Prima Comunicazione’, numero 348, Febbraio 2005 –  Dopo un decennio di fertile lavoro come consulente e ideatore di periodici per grandi editori italiani e stranieri, Vittorio Corona torna al mestiere di direttore. Ed è un ritorno col botto: Star+Tv, il settimanale sulla televisione e i suoi personaggi che la Mondadori gli ha affidato ha esaurito in due giorni le 600mila copie del primo numero (uscito il 17 gennaio), aumentando subito la tiratura a 700mila. “È un giornale popolare con una classica guida ai programmi e una ricca sezione di attualità  in cui il menu è dettato dall’audience: sulle nostre pagine finiscono solo trasmissioni e personaggi amati e premiati dal pubblico. Su di loro facciamo anche gossip, ma in modo un po’ disincantato, con ironia, senza dare addosso a nessuno”, dice Corona per spiegare la formula di Star+Tv, uno dei due televisivi appena lanciati dalla Mondadori per difendere la sua posizione di forza in questo settore che, dopo anni di quiete, è ora in grande espansione. Catanese, 57 anni, Vittorio Corona ha cominciato a fare il giornalista giovanissimo nella sua città : ha 16 anni, frequenta il liceo e gioca a basket nella Grifone che all’epoca è in serie A. Ma sul quotidiano della città , La Sicilia, di quella squadra non si fa parola, mentre molto si parla del Catania Calcio che di successi ne miete molti meno. Corona scrive una lettera indignata. Gli risponde Candido Cannavò, caposervizio dello sport: “Lei ha ragione, ma qui di esperti di basket non ne abbiamo. Se volesse scriverne lei…”. La collaborazione comincia e in seguito si estende alla cronaca e alla cronaca nera. Intanto Corona finisce il liceo e pure l’università . Nel febbraio 1971 si laurea in filosofia, il giorno dopo prende il treno per Milano alla ricerca di un lavoro vero. Collabora con Sogno, Grazia, la Domus e finalmente nel ’72 arriva la prima sostituzione a Novella 2000. “Di soldi ne vedevo pochini. In compenso giocavo a poker con tanti colleghi ricchi e famosi: spesso riuscivo a vincere e di fatto mi mantenevo cos씝, racconta. Nel maggio ’73 viene assunto a Novella 2000: direttore Paolo Occhipinti, in redazione giornalisti colleghi come Maria Venturi, Willy Molco, Paolo Pietroni. Ci rimane fino al ’76 e nel frattempo diventa caporedattore, quindi passa ad Annabella dove nell’ottobre ’78 sta per essere nominato vice direttore. Proprio in quel momento, però, arriva da Catania la proposta di dirigere Telecolor; Corona accetta, torna nella sua città , ma dopo nemmeno un anno scopre che dietro l’editore ufficiale dell’emittente, il commerciante Carlo Grasso, c’è Mario Rendo, uno dei ‘quattro cavalieri dell’Apocalisse mafiosa’. Si dimette, riparte per Milano e rientra alla Rizzoli come vice direttore di Annabella. All’inizio degli anni Ottanta è all’Unità  nuovi prodotti dove studia il progetto della nuova Amica con Pietroni direttore e lui vice direttore esecutivo. Si dimette nel febbraio ’83 e nel giugno successivo Flavio Lucchini, l’editore di Donna, lo coinvolge nella realizzazione di un femminile per la Nuova Eri, la casa editrice della Rai: Moda esce nell’ottobre ’83 ed è un successo ben superiore alle previsioni, rafforzato due anni dopo dall’omonima trasmissione che va in onda su Raidue. Sempre per la Nuova Eri, nel febbraio ’88 Corona lancia King: “Era nato come maschile giovane in concorrenza con Max, in realtà  è stato un giornale di rottura, trasgressivo, irriverente, che ha conquistato un pubblico trasversale per età  e per sesso”, ricorda.
Nel maggio ’93 Corona lascia la Nuova Eri: “Avevamo pestato un po’ troppi piedi, cominciavo ad avere dei problemi”. Disoccupato, si mette a lavorare al suo sogno: un quotidiano popolare per i giovani. Lo presenta a diversi editori, però nessuno se la sente. Un giorno arriva una telefonata di Silvio Berlusconi che gli propone l’incarico di direttore artistico delle tre reti Fininvest. Corona ringrazia, ma declina l’offerta; il Cavaliere insiste come sa fare lui e Corona accetta. Una delle prime cose di cui si occupa è Studio aperto, il tg di Italia 1, che vuole rendere più omogeneo al target giovane della rete. Il primo numero va in onda il 18 ottobre, ma la cosa ha vita breve: di lì a poco Berlusconi annuncia il suo ingresso in politica e a fine anno Corona se ne va. Entra in contatto con Luciano Consoli, gli mostra il suo progetto di quotidiano e quando Consoli mette in piedi la cordata per editare La Voce di Indro Montanelli se ne ricorda. Alla Voce Corona diventa vice direttore e art director: “Un anno indimenticabile”, definisce quell’esperienza.
Nel maggio ’95 Paolo Glisenti gli propone di lavorare per la neonata Editoriale Italiana e il 23 marzo dell’anno successivo esce Village, un mensile che mescola linguaggi, temi e pratica la multimedialità  producendo per ogni numero una videocassetta ed estendendosi su un sito Internet. Raggiunge le 35mila copie vendute: troppo poche, valuta l’editore, che lo chiude dopo cinque numeri.
Corona si mette in proprio con la sua società  Corona & Corona e tra i molti progetti che realizza in questi ultimi anni ci sono Ventiquattro, il magazine del Sole 24 Ore, nato inizialmente in partnership con la Mondadori; il magazine The Italians per il gruppo americano Hearst e il trimestrale internazionale sullo sport Laureus, promosso dalla Fondazione Laureus World Sport Awards.

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