FERRUCCIO DE BORTOLI – Da amministratore delegato della rcs Libri a direttore del ‘Sole 24 Ore’

‘Prima Comunicazione’, numero 347, Gennaio 2005 – “Il Sole è, e sarà , uno strumento di informazione credibile e onesto (ammetteremo i nostri errori), non l’arma impropria di una parte contro l’altra. Siamo per un bipolarismo compiuto, ma ciò non vuol dire che anche i media debbano necessariamente arruolarsi con uno dei due schieramenti”. Seduto dal 10 gennaio sulla poltrona di direttore del Sole 24 Ore – e di direttore editoriale dell’intero gruppo – Ferruccio de Bortoli ha esordito il giorno successivo con un editoriale che ha confermato l’immagine che si è conquistato soprattutto nell’ultimo suo periodo al Corriere della Sera e nei successivi due anni e mezzo, quando ha accompagnato il ruolo di amministratore delegato della Rcs Libri a quello di commentatore su giornali (La Stampa), sul web (La Voce.info) e dal palco di molti convegni, tanto da lasciar intravedere nel suo futuro una carriera politica come sindaco di Milano. Invece, chiamato da Luca di Montezemolo, è ritornato al giornalismo attivo con l’obiettivo di fare del Sole “il giornale di tutta l’economia italiana, prezioso strumento di cultura e di lavoro”, e con l’ambizione che il quotidiano color salmone “possa percorrere la via della quotazione e di un azionariato più diffuso”.


Misurato fino all’eccesso, sempre disponibile ad ascoltare, de Bortoli è nato a Milano nel maggio di 51 anni fa. Una laurea in legge, entra al Corriere dei Ragazzi nel 1973 come praticante. Diventa professionista e passa al Corriere d’Informazione, dove resta fino al ’78 quando entra al Corriere della Sera. Lavora come cronista di cronaca bianca, di attualità  sindacale e inizia a occuparsi di economia, conquistando la fiducia di Alberto Mucci, ex direttore del Sole 24 Ore, in quegli anni alla guida della redazione economia del quotidiano milanese. Arrivano gli anni della P2, al Corsera cambiano azionista e direttore, e de Bortoli lascia la redazione di via Solferino e passa all’Europeo. Nove mesi e va al Sole 24 Ore – gestione di Gianni Locatelli – dove resta sei mesi come caporedattore centrale. Nel 1987 è di nuovo al Corriere diretto da Piero Ostellino: è vice caporedattore dell’economia, numero due di Riccardo Franco Levi. La direzione del giornale passa a Ugo Stille con Giulio Anselmi vice direttore e a de Bortoli viene affidata la responsabilità  della redazione economica. Sul finire del ’93 direttore diventa Paolo Mieli, che lo chiama alla vice direzione. Nel 1997 viene nominato direttore. Durante la sua gestione consolida la leadership del giornale, che dirige con un’indipendenza che gli procura qualche nemico, soprattutto ai vertici romani del sistema bancario e del potere politico (la lite con Massimo D’Alema, gli attacchi dal governo Berlusconi, soprattutto dall’ex superministro dell’Economia Giulio Tremonti). La sua direzione, la più lunga nella storia recente del Corriere, si conclude nel giugno 2003 con le sue dimissioni per ‘stanchezza’. Per de Bortoli inizia una nuova esperienza di manager, come amministratore delegato della Rcs Libri.

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