Televisione – Sky. Obiettivo raggiunto

‘Prima Comunicazione’, numero 346, Dicembre 2004 – A fine novembre, con un mese di anticipo rispetto alle previsioni, Sky è arrivata a 3 milioni di abbonati. Un risultato comunicato dai manager della pay tv italiana, esultanti durante un viaggio a New York, organizzato con al seguito giornalisti dei maggiori quotidiani italiani per il debutto di Sky Tg24, il canale all news, in onda negli Usa da martedì 7 dicembre. Con 10 dollari al mese, i 13 milioni e mezzo di abbonati della piattaforma satellitare Direct Tv (partecipata da News Corp) potranno ricevere il canale di news in lingua italiana, una mossa che fa della televisione pay di Rupert Murdoch un forte potenziale interlocutore giornalistico per i 12 milioni di italo americani e per i numerosissimi italiani residenti negli Stati Uniti e che possono votare in Italia.  Il palcoscenico americano è servito ai manager di Sky per dare conto, anche all’interessato mondo della finanza americana (News Corp ha trasferito la sua sede a New York da Adelaide in Australia e dal 12 novembre scorso è quotata alla Borsa di New York), di come vanno le cose in Italia a un anno e quattro mesi dal debutto ufficiale della pay tv (settembre 2003), facendo previsioni ottimistiche sul futuro. “A questi livelli di crescita, nei prossimi anni pensiamo di incrementare e consolidare la nostra posizione di principale piattaforma pay in Italia, prevedendo il break even di bilancio nel 2005, se entro il prossimo anno si raggiungeranno 3 milioni e 400mila abbonati”, sono le dichiarazioni di Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, riportate da Dow Jones e dal Corriere della Sera. Negli uffici milanesi di Sky, addirittura prevedono di riuscire a chiudere l’anno con 100mila abbonamenti al di sopra dei tre milioni, risultato della campagna abbonamenti che si è intensificata in vista del Natale e che promuove, con un martellamento di spot molto azzeccati, l’abbonamento annuale a ‘Mondo Sky’ a 349 euro (bouquet basic, pacchetto cinema, più decoder e l’installazione è gratuita). A Sky sono molto orgogliosi del lavoro fatto, dopo lunghi mesi di tensione, quando tra pirati e disdette non vedevano crescere i loro clienti e in compenso salivano le perdite. “Sono tre i pilastri su cui si è retta la nostra strategia”, racconta Andrea Zappia, direttore marketing di Sky Italia, uno dei pochi italiani ad avere un ruolo di primo piano nella pay tv di Murdoch: “Ricchezza dell’offerta televisiva, abbattimento dei costi di ingresso al satellite e una drastica eliminazione della pirateria. Naturalmente c’è voluta anche una buona comunicazione, che ha contribuito a rendere l’immagine della marca dinamica e vicina al telespettatore”.

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Nella foto, Andrea Zappia
(foto Oliverio/ag. Imagoeconomica).

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