Internet – Wall Street Journal. Tra pay e free

‘Prima Comunicazione’, numero 346, Dicembre 2004 – Qualcuno già  aveva parlato di una svolta di Wsj.com, con il passaggio dal pay al free. E aveva anche abbozzato una spiegazione: il cambiamento del modello di business sarebbe effetto della pressione esercitata dai blog, i siti ‘spontanei’ che negli Stati Uniti stanno facendo ormai concorrenza all’informazione ‘mainstream’. Questa l’interpretazione che circolava sulla Rete dopo la decisione del Wall Street Journal di offrire per una settimana, dall’8 al 15 novembre, l’accesso gratuito a tutto il sito www.wsj.com. L’iniziativa, denominata ‘Open house’, è coincisa con la proclamazione delle vincitrici del ‘Top 50 women to watch’, un premio dedicato alle 50 donne d’affari di maggior prestigio nel mondo, promosso appunto dal Wsj. In realtà , spiegano alla casa editrice del giornale – la divisione Consumer Electronic Publishing di Dow Jones & Company – si è trattato di una normale operazione di marketing che non prelude a una svolta nel modello di business. “Con la Open house (sponsorizzata da aziende inserzioniste blue chip come Adobe, Intel e Nokia) abbiamo attirato nel sito del Wall Street Journal on line un milione di visitatori in più e ci aspettiamo che questo ci porti nuovi abbonati nei prossimi mesi”, dice Todd H. Larsen, presidente della Consumer Electronic Publishing. “Siamo soddisfatti del volume di traffico addizionale generato verso il sito: le pagine consultate hanno registrato un incremento del 30% . Dalle nostre ricerche emerge che le persone che si trattengono più a lungo sul sito sono quelle che sviluppano un interesse maggiore e desiderano poi abbonarsi. Lo scorso anno, più del 90% di coloro che hanno potuto avere gratuitamente accesso al sito per un periodo di prova, hanno scelto poi di abbonarsi al Wsj on line”. Nel terzo trimestre 2004, il Wsj.com è arrivato a quota 701mila abbonati nel mondo. Ognuno paga 79 dollari all’anno (che si riducono a 39 per  chi è già  abbonato all’edizione su carta), il che porta i ricavi da abbonamenti a una cifra consistente, a cui si aggiungono poi quelli della pubblicità  on line. “Siamo molto soddisfatti del nostro modello di business e del suo successo, e non prevediamo di orientarci verso l’accesso gratuito”, conclude Larsen. Il 15 novembre, Dow Jones ha annunciato l’acquisizione, per 519 milioni di dollari, della MarketWatch, società  a cui fanno capo i siti di informazione economico finanziaria MarketWatch.com e BigCharts.com. Due siti ad accesso gratuito (8 milioni di visitatori unici al mese), sostenuti unicamente dalla pubblicità  on line, che verranno integrati nel business di Dow Jones Consumer Electronic Publishing. Se è vero, dunque, che il gruppo non abbandona la formula dei contenuti on line a pagamento, è vero però anche che amplia il proprio modello di business dando più spazio ai contenuti free sostenuti dalla pubblicità .

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale