Pietro Calabrese – Da direttore della ‘Gazzetta dello Sport’ a direttore di ‘Panorama’

‘Prima Comunicazione’, numero 345, Novembre 2004 – Qualcuno (un grande imprenditore che nell’editoria vi è immerso fino al collo) parla già  di ‘Lodo Calabrese’, a cui ci si potrà  d’ora in avanti riferire quando si vorrà  fare piazza pulita di marchette e marchettoni, di vice direttori (ce ne erano sei a Panorama, roba che nemmeno la Pravda), di pletoriche rubriche di opinionisti (l’80% dei quali il neo direttore ha rispedito a casa). Un vecchio figlio dei fiori direbbe che in fondo ognuno ha il suo karma. Quello di Calabrese deve essere quello di prendere in mano testate decotte o asfittiche, buttare tutto all’aria, ristrutturare fin negli angolini più bui e riportare quel giornale a nuova vita. Gli è successo con Il Messaggero, gli è risuccesso con Capital, gli è successo di nuovo con La Gazzetta e ora gli ricapita per l’ennesima volta con Panorama. Palermitano, nato a maggio (anno 1944), ha mosso i primi passi alle cronache parlamentari dell’Ansa per poi coprire le corrispondenze da Bruxelles, da Parigi, da Madrid. Nel 1977 passa al Messaggero come antenna dalla Spagna e poi nell’89 arriva a Via Po come caporedattore dell’Espresso. Dopo quattro anni torna al Messaggero come caporedattore e nel 1995 è vice direttore. Molla Via del Tritone per un breve periodo (fa da consulente a Olimpiadi 2004, la società  che si occupa della candidatura di Roma ai Giochi olimpici), ma (1966) vi ritorna alla grande e cioè come direttore. Dopo un contrasto con l’editore Caltagirone, nel novembre del 1999 fa un salto a Viale Mazzini (direttore della Divisione Due) e nel maggio 2000 è nominato responsabile delle attività  multimediali di Rcs Editori e poi anche di Adp.net. Direttore del moribondo Capital (febbraio 2001) che rinvivisce, e poi primo direttore non sportivo della Gazzetta dello Sport (marzo 2002), ora sta lì a smazzarsi un gran lavoro a Panorama.

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