Televisione – e.Biscom. L’Agcom gli dà  ragione

‘Prima Comunicazione’, numero 345, Novembre 2004 – Si è concluso – anche se forse ancora non definitivamente – il contenzioso tra e.Biscom e Sky Italia relativo ai diritti sulle trasmissioni. All’inizio del 2003, al tempo dell’acquisizione di Tele+ da parte della News Corporation di Rupert Murdoch e della fusione di Tele+ con Stream per formare Sky Italia, la Commissione europea (con l’intervento diretto del commissario per la Concorrenza Mario Monti) aveva concesso che Sky acquisisse una posizione di sostanziale monopolio sulla pay tv satellitare italiana ponendo però un’importante condizione. Sky Italia ha infatti l’obbligo di cedere i diritti dei suoi programmi premium alle altre pay tv di diversa tecnologia seguendo il criterio del ‘retail minus’ (ovvero offrendo agli altri operatori televisivi prezzi all’ingrosso inferiori rispetto a quelli praticati ai clienti finali della pay tv). La Commissione europea aveva delegato all’Autorità  per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) guidata da Enzo Cheli di vigilare sul rispetto di questo vincolo. e.Bismedia, la società  televisiva del gruppo di Scaglia, è stata la prima a contrattare con Sky i diritti sui programmi della tivù satellitare, soprattutto film e calcio, per ritrasmetterli su Fastweb, la sua tivù via cavo (fibra ottica e Adsl). Ma già  nel 2003 e.Biscom aveva reclamato presso l’Agcom che i prezzi di Sky erano troppo alti e che le lasciavano un margine troppo esiguo; e ha chiesto congrue riduzioni che tenessero conto del costo effettivo di acquisizione dei programmi.  Alla fine di ottobre finalmente l’Agcom ha preso le sue decisioni. In particolare, ha definito quattro punti: 1) lo sconto di Sky a e.Bismedia si dovrà  collocare su sei diversi valori, in relazione al prezzo effettivo netto dei singoli pacchetti Premium, variando dal 51,6%, per il pacchetto più costoso (denominato Tutto), al 62,6% per quelli più economici (Cinema e Sport); 2) la durata contrattuale di un anno imposta da Sky a e.Bismedia non viene considerata conforme agli impegni assunti da Sky in sede europea e pertanto e.Bismedia sarà  libera di commercializzare la propria offerta per periodi inferiori a un anno; 3) la disaggregazione dei contenuti a livello pacchetto e canale premium, proposta da Sky a e.Bismedia, è considerata conforme agli impegni; 4) al marchio presente nei canali di Sky e.Bismedia potrà  aggiungere il proprio al fine di identificare l’offerta distributiva. La decisione dell’Agcom è interpretata come un successo, anche se non totale, per e.Biscom.

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Nella foto,
 Stefano Parisi, direttore generale di e.Biscom

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