Il Parlamento e le leggi sulla comunicazione

La relatrice Isabella Bertolini (Forza Italia) è soddisfatta adel risultato faticosamente raggiunto in commissione Giustizia: per mesi si è infatti discusso su un testo che potesse mettere d’accordo tutti, cancellando la possibilità  di carcerazione per il giornalista reo di diffamazione come previsto sia dall’attuale legge sia dal testo, di cui era relatore Gianfranco Anedda di An (foto), che un anno fa venne presentato e poi sospeso dall’esame della Camera a causa del famigerato emendamento del forzista Mormino, che riproponeva la pena detentiva. I capisaldi della proposta oggi in discussione sono tre: l’introduzione di un tetto di 30mila euro per il risarcimento del danno non patrimoniale; la non punibilità  del giornalista se ha rettificato, secondo le modalità  stabilite, la notizia ritenuta diffamatoria; una norma transitoria che renda applicabile la legge anche per le condanne in corso di esecuzione (come nel caso del giornalista-parlamentare Lino Jannuzzi).

Legge sull’editoria – Atto Camera 4163 – Dopo un anno di stasi, in commissione Cultura della Camera è stata avviata la discussione sul disegno di legge sull’editoria, meglio conosciuto come il ddl Bonaiuti dal nome del sottosegretario alla presidenza del Consiglio che l’ha presentato. Il provvedimento integra e corregge le precedenti disposizioni varate dal governo di centro-sinistra. Ad esempio rende più rapide le procedure per ottenere sia i crediti agevolati per l’inserimento di nuove tecnologie, sia i crediti d’imposta. Si è infatti risolto in favore dell’Italia il contenzioso aperto dalla commissione Antitrust di Bruxelles che ha riconosciuto la compatibilità   con le norme europee di questi aiuti pubblici erogati in forma indiretta. E il dipartimento Editoria di Palazzo Chigi ha fatto sapere di aver già  concesso crediti agevolati per 65 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi agli sgravi già  concessi per l’acquisto della carta di quotidiani e libri, varati nella scorsa finanziaria, al fondo per la riqualificazione  professionale dei giornalisti e alla razionalizzazione delle agevolazioni postali. Aprendo il dibattito sul nuovo ddl, il sottosegretario Paolo Bonaiuti (foto) di Forza Italia ha annunciato che nella prossima finanziaria saranno confermati gli stessi crediti per l’editoria – pari a 90 milioni di euro – contenuti in quella precedente, e che presso il dipartimento Editoria è stato istituito l’Osservatorio per il monitoraggio del mercato editoriale, presieduto da Mauro Masi e del quale fanno parte esponenti delle categorie interessate come la Fieg, l’Uspi, le organizzazioni sindacali degli edicolanti e dei distributori.


Minori negli spot – Pdl 5017, 5018 e 4964 di modifica all’art. 10 della legge 112 – Se tutto procederà  secondo i tempi stabiliti, a breve gli autori di spot pubblicitari che hanno dei bambini per protagonisti potranno tornare a girare in Italia. La commissione Cultura della Camera ha infatti concluso l’esame del pdl che reintroduce la possibilità  di utilizzare i minori di 14 anni per gli spot pubblicitari, eliminata un anno fa da un emendamento presentato da Rifondazione comunista nel corso dell’esame della legge Gasparri. Dopo le proteste, i pubblicitari risolsero la questione andando a girare gli spot all’estero: San Marino, Svizzera, Montecarlo. Ora in loro soccorso arriva la proposta di legge presentata da Forza Italia, An, Lega e Margherita: tutti d’accordo nel ripristinare la situazione precedente.

Incentivi per l’acquisto di decoder – Legge finanziaria 2005 – Anche nella finanziaria di quest’anno sono previsti incentivi per l’acquisto dei decoder. Ma se fino al 31 dicembre 2004 il contributo statale sarà  di 150 euro, per il prossimo scenderà  a 120 euro perché, ha spiegato il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, “il prezzo dei decoder si sta abbassando”. La cifra totale stanziata rimarrà  comunque a 100 milioni di euro all’anno. Intanto l’opposizione di centro-sinistra, con una lettera inviata al presidente della commissione Trasporti della Camera, Paolo Romani (foto) di Forza Italia, ha chiesto l’istituzione di una commissione d’indagine sulla realtà  digitale nel nostro Paese.


Conflitto d’interessi – Decreto legge n. 233 di modifica della legge n. 215 – Approvato con gran velocità  dal Senato, il decreto lampo varato dal governo per correggere la legge sul conflitto d’interessi è ora all’esame della Camera. Il governo si è infatti accorto di un errore: la legge approvata il 13 luglio faceva riferimento – nella definizione sia dei settori che rientrano nel sistema delle comunicazioni sia delle eventuali posizioni dominanti – alla legge Maccanico del 1997 (più restrittiva) e non alla legge Gasparri dello scorso maggio. Da qui la necessità  del decreto correttivo in mancanza del quale – ha precisato il relatore del provvedimento, il senatore Andrea Pastore (Forza Italia) – la legge sarebbe stata inapplicabile. Polemico il centrosinistra: “Il vero obiettivo politico del decreto è di rendere l’inutile legge sul conflitto d’interessi ancora più inutile”, ha dichiarato il senatore della Margherita Luigi Zanda (foto).

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