Quotidiani – ‘Il Romanista’. Dedicato alla Maggica

C’è una leggenda metropolitana tra i giornalisti che lavorano nei servizi sportivi dei quotidiani della capitale: dice che quando la Roma vince, al lunedì Il Messaggero vende 30mila copie in più. Ma è una balla, tant’è che perfino quando la mia squadra ha conquistato l’ultimo scudetto, il Corriere dello Sport, che nella capitale è la testata sportiva leader, è riuscito a perdere copie rispetto all’anno precedente e i soliti giornalisti-tifosi dicono che proprio queste scadenti performance costarono la poltrona all’allora direttore Italo ‘Balbo’ Cucci. Di quella direzione – come vice di Cucci – faceva parte il giovane talento di Repubblica Riccardo Luna. Bella presenza e dinamico, una bella agenda e una famiglia, come si dice, ammanicata sia a destra sia a sinistra. Il giovin Riccardo, terminata la stagione di Cucci, si aspetta di ricevere il timone del secondo quotidiano sportivo, ma a sorpresa arriva dall’odiato mondo torinese il direttore di Tuttosport resosi celebre per i sobri titoli in prima pagina a nove colonne tipo: ‘Esclusivo: Pelè alla Juve’. Di balla in balla Tuttosport aveva raccolto buoni frutti all’edicola sabauda e quindi il dottor Amodei, editore bipartisan sia di Tuttosport sia del Corriere dello Sport, chiama a Roma l’ineffabile Xavier Jacobelli che diventa presto oggetto di dileggio da parte di quasi tutte le radio romane che contano nell’ambiente come Mr Greenspan conta a Wall Street. Luna si ritira in buon ordine e comincia a scrivere inchieste per il Corriere dello Sport. Direttore che ne dici di una su ‘I potenti del calcio’? Come no, bellissima. Esce la prima puntata su Franco Carraro. Il presidente della Federcalcio viene fatto a pezzi e succede un casino. La seconda, già  annunciata su Cesare Geronzi, non uscirà  mai e quindi la serie si interrompe come un atto d’amore che aveva vissuto ottimi preliminari ma nulla più. Ovvio che Luna non l’abbia presa bene (pare che Geronzi in persona abbia fatto pressioni sull’editore per bloccarne l’uscita) e che abbia avuto con il Corriere dello Sport un feeling non meraviglioso. Ecco quindi Il Romanista, messo su in un pugno di mesi. La guida amministrativa è quella di un bravo manager dell’editoria: Emanuele Bevilacqua (Manifesto prima, Internazionale ora con tante altre cose in mezzo). Lo stampatore è Colasanto, uno che a Roma ha dovuto lasciare il campo ai re della rotativa Farina e Amodei e si è rifugiato a Oricola, ai confini con l’Abruzzo. Poi, con l’aiuto di una cinquantina di imprenditori, politici, comunicatori, gente con un po’ di soldi in grado di mettere 25mila euro a testa, il progetto ha anche un po’ di fieno in cascina. Ma attenzione: 25mila euro sono un niente per poter poi rivendicare qualcosa di più della partecipazione a un atto d’amore. Dentro ci sono quasi tutti: da Antonello Venditti a Maurizio Costanzo, dai fratelli Pierluigi e Claudio Toti (costruttori) a Giovannino Malagò, fino al presidente della Camera di commercio Andrea Mondello. Come su un aereo in partenza per la spiaggia più bella, c’è anche una lista d’attesa: quelli che vorrebbero far parte dei mejo ultrà  sarebbero Francesco Storace, Matteo Montezemolo, Franco Caltagirone Bellavista.
Kawasaki

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Nella foto, Riccardo Luna

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