Personaggi – Luca Barbareschi. Spara a zero contro i raccomandati della Rai e la Legge Gasparri

“La politica si occupa a tempo pieno di televisione e la Rai è il campo di spartizione dei favori. Non c’è solo il turnover vorticoso delle attricette e amanti di turno, ma oramai si scelgono i progetti in base a quali produttori si devono favorire per ragioni politiche. Il pasticcio è tale da sfiorare il comico, con i sottopanza dei sottopanza che vendono come raccomandati persone che i politici non sanno neppure chi siano. Si sta creando un circolo vizioso perché i dirigenti della Rai, che vivono nel terrore di essere cacciati, sono molto sensibili alle sollecitazioni esterne”, afferma Luca Barbareschi, attore, produttore cinematografico e spirito libero.  Barbareschi, che sta girando proprio in questi giorni una nuova serie televisiva, nega però di aver ricevuto pressioni dirette: “Con me non osano perché sono considerato imprevedibile. Ma non sono le raccomandazioni che mi scandalizzano. Ci sono sempre state. Il fatto grave è che, invece di volare alto, la politica sta investendo su gente mediocre con scarso know-how solo perché sono gestibili”. Feroce critico dei vizi e delle ipocrisie dello spettacolo di sinistra, Barbareschi ha cominciato a cantarle anche ai suoi amici della destra al governo. Come vicepresidente dell’Associazione dei produttori televisivi, ha contestato ad esempio il contratto miliardario della Rai con la Ldm, voluto fortemente da Alleanza Nazionale. “Sono andato da Gianfranco Fini e gli ho spiegato che quel contratto era una vergogna perché quella società  non ha competenze specifiche. Sono convinto che Gianfranco, che è persona molto perbene, non fosse al corrente di come era stata impostata tecnicamente l’operazione. Non è scandaloso avere degli editori di riferimento. La sinistra all’ultimo giro ha imposto decine di produttori, dalla Dandini in giù. Hanno dato appalti miliardari, teatri. Fare lobby è un fatto normale ma, per favore, scegliete quelli che sono bravi”. Anche Barbareschi è legato da un contratto alla Rai, come spiega lui stessi: “Risale all’epoca di Pierluigi Celli. Ci eravamo conosciuti quando facevo informatica per l’Enel. Mi stimava e così mi ha portato via a Mediaset. Dovevo fare sei fiction, un preserale e uno show per tre anni. Quando Celli si è dimesso, Zaccaria, il presidente, mi ha impedito di lavorare. Io mi sono rifiutato di prendere i soldi per non far niente e sono stato fermo per due anni. Il film che sto producendo è il frutto finale di quel contratto”. Barbareschi è molto critico anche nei confronti della legge Gasparri. “Ho litigato con il ministro Gasparri proprio per la sua legge sulla televisione. La Gasparri ha steso un tappeto rosso al genio assoluto che è il signor Murdoch. Murdoch sta applicando qui la stessa strategia sperimentata negli Stati Uniti che è quella della colonizzazione attraverso il cavallo di Troia che è la Fox. La Fox quando è sbarcata negli Stati Uniti era uno scricciolo, ora è il primo network americano e ha vinto contro Abc, Cbs e Nbc. Sono convinto che in pochi anni Murdoch diventerà  leader anche sul mercato italiano. La strada è spianata. Per lui sarà  facile come mettere un coltello nel burro. Non dovrà  fare i conti con i superprofessionisti dei network americani, ma con manager di nomina politica che non sanno neppure bene di che si tratta. E di fronte a un player mondiale di questo calibro la legge che fa? Invece di obbligarlo a utilizzare quote di prodotto italiano per approvvigionare i suoi canali, non prevede nessun meccanismo di tutela né strutturale né finanziario per l’audiovisivo. Così ora noi produttori stiamo studiando una legge specifica per il settore, ma la verità  è che c’è un generale disinteresse a valorizzare la creatività  italiana, a partire dai network”.

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Nella foto, Luca Barbareschi

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