Istituzioni ““ Inail. Nel nome di Camelot

L’Inail, Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, vuole diventare il principale gestore della sicurezza in Italia: Lo spiega il direttore generale Maurizio Castro. “La nostra sfida è quella di trasformare l’istituto da una semplice assicurazione in uno dei pilastri fondamentali del nuovo welfare integrato”, dice Castro. “Accanto all’assicurazione tradizionale, ci vogliamo dedicare a due nuove missioni: la prevenzione (cioè produrre e distribuire servizi di sicurezza alle industrie e al Paese) e il reinserimento. Una volta cioè che il lavoratore ha subito un infortunio deve essere non più solo risarcito, ma anche ricondotto alla sua dignità  personale e professionale all’interno del mondo del lavoro”. Con più di 3 milioni di aziende associate, 13mila dipendenti e un bilancio che nel 2004 dovrebbe toccare i 9 miliardi 203 milioni di euro di entrate (1,45 miliardi di utili), l’Inail elargisce 1,1 milioni di rendite a lavoratori infortunati o ammalatisi sul lavoro. Ora l’Istituto vuole ampliare ulteriormente il suo raggio d’azione. “Mentre prima ci limitavamo a pagare la rendita e avevamo finito il nostro compito come avrebbe fatto una qualunque assicurazione, ora dobbiamo diventare quelli che interagiscono con il sistema produttivo, con gli enti locali, le associazioni di volontariato, le comunità “, spiega Castro.  In Italia ci sono 4 morti al giorni sui luoghi di lavoro, circa 1.400 morti all’anno, a fronte di oltre un milione di infortuni sul lavoro. A questi si aggiungono 4mila morti e 3 milioni di infortuni in incidenti domestici.  Cifre che, secondo Castro, indicano la mancanza di una cultura sociale della sicurezza, un fatto confermato anche dal Censis nella sua ultima indagine. Per ribaltare tutto ciò occorre un gran lavoro di comunicazione. “L’approccio deve essere totale, dobbiamo partire da zero: il lavoro, la casa, la scuola, la mobilità  sociale, la strada”, spiega il direttore generale dell’Inail. “I dipendenti di questo istituto vanno trasformati in militanti della sicurezza, in guerrieri della sicurezza, in cavalieri della sicurezza; non a caso il nostro progetto di ristrutturazione si chiama Camelot. Dovremo mobilitare poderose energie, e dovremo anche cambiare la nostra identità  d’immagine”.

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Nella foto, Maurizio Castro

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