ANDREA DI STEFANO – Da redattore di ‘Repubblica’ e ‘Affari e finanza’ a direttore di ‘Valori’

Dato l’addio al quotidiano inizia una lunga collaborazione con l’agenzia Agl e con le pagine di economia e finanza del Manifesto che avevano l’ironico nome ‘Il Capitale’ (nome recuperato da qualche mese per due pagine di economia in uscita al venerdì). Anni grami di freelance mal pagato, senza sicurezze, senza futuro. Poi, nel 1990, nella Nuova Ecologia diretta da Paolo Gentiloni conduce un’inchiesta fenomenale sulle tangenti nell’industria dei rifiuti. Un bel colpo (che gli costerà  querele da cui uscirà  vincente) e quindi l’assunzione nell’ufficio milanese dell’Agl per seguire i temi economico-finanziari. Il 1° febbraio 1999 passa alla redazione economica milanese di Repubblica dove si qualifica, tra l’altro, come un esperto di nuove tecnologie (grande il suo impegno per il supplemento Affari e finanza). Non ha mai lasciato gli studi di Radio Popolare dove ha partecipato negli ultimi quattro anni a una trasmissione satirica pur interpretando una figura serissima – il professor Di Stefano – e spiegando a tutti noi analfabeti gli elementi di economia. Ora è deciso a rimettere in piedi Valori, il mensile della Banca Etica, pur rimanendo collaboratore di Repubblica. Fanatico di Internet, confessa la sua dipendenza: “Senza connessione sto male”.

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