OSCAR GIANNINO – Da responsabile economia e finanza del ‘Foglio’ a vice direttore del ‘Riformista’

Insieme a Stefano Folli e a Ugo Magri è nel 1981-82 all’ufficio stampa di Giovanni Spadolini (“Un portento di uomo, dettava dall’elicottero i suoi discorsi, non ti dava requie, era pieno di energie”) e poi per sette anni – dal 1987 al 1994 – portavoce nazionale di Giorgio La Malfa. Quando Folli lascia la Voce Repubblicana è Oscar Giannino ad assumerne il coordinamento, una sorta di superdirezione politica del quotidiano dell’edera. Sfidando le ire craxiane (Bettino non l’ha mai amato e di tanto disamore è stato ampiamente ricambiato), Giannino propone e impone come direttore del Gr1 Livio Zanetti. “Nemmeno lo conoscevo. Gli telefonai a Londra per dirgli: guardi che noi la proponiamo alla direzione del giornale radio Rai. Lui nemmeno ci credeva”. Fu una bella lotta con i socialisti che Zanetti non lo volevano nemmeno morto. Alla fine Giannino ebbe la meglio. “Chiuso con le schifezze della politica”, Oscar Giannino entra nel giornalismo militante. Dopo il praticantato alla Voce Repubblicana, Ferdinando Adornato lo vuole con sé al nuovo mensile Liberal (1997) che quando diventa settimanale lo vede nel parterre dei vice direttori. Cinque anni fa il matrimonio con Il Foglio di Giuliano Ferrara dove ricopre il delicato ruolo di responsabile dell’economia e della finanza (ma si occupa anche di politica estera). Quando nasce Il Riformista, Antonio Polito lo vorrebbe subito con sé. I due si sono conosciuti a Londra, quando Polito era corrispondente di Repubblica, e capiscono presto di essere in buona sintonia. Alle prime avances di Polito, però, Giannino recalcitra sia pure per motivi strettamente personali. Poi di nuovo l’offerta di diventare vice direttore che gli strappa il sì e lo strappa al Foglio.  Visto che le posizioni tra Ferrara e Giannino spesso divergono (come nel caso della fecondazione assistita), qualcuno insinua che il matrimonio sia finito male. “No, mi interessava l’offerta di Polito, tutto qui”, dice candido Giannino che del resto non ha mai fatto mistero (anzi, ne ha addirittura scritto e firmato sul Foglio stesso) di non condividere alcune idee forti dell’Elefantino. Dopo essere apparso nelle non proprio fortunate trasmissioni televisive di Antonio Socci, la sua immagine e il suo ragionare piacciono a molti in Rai, tant’è che è lui quello destinato a succedere a Pigi Battista nella striscia ‘Batti e Ribatti’ (dopo il gran rifiuto dello stesso Battista terrorizzato all’idea di diventare un’icona del piccolo schermo o un succedaneo terzista di Biagi).

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