DANDA SANTINI – Da direttore di ‘Glamour’ a direttore di ‘Elle’

Miele per le orecchie di Danda Santini, che difatti la sua strada l’aveva già  scelta: scartati i due sbocchi naturali per una laureata in filologia classica – l’insegnamento e la carriera universitaria – stava già  dandosi da fare per qualche collaborazione e la prima l’aveva trovata alla Gazzetta ticinese di Lugano dove si cimentava come critica cinematografica. Milanese, 44 anni, Santini è da inizio ottobre il nuovo direttore del mensile Elle, una delle poltrone più ambite nel mondo dei femminili alla quale è arrivata dopo una carriera esemplare e costruita con determinazione: “Sopra ogni cosa volevo scrivere, e volevo entrare in una redazione”, conferma. Si comincia nell’85 con le collaborazioni a Casaviva e Centocose su temi di costume; ma anche con qualche mese alla casa editrice Ars Arpel, specializzata in pubblicazioni su pelle, pellicce e calzature, dove fa un po’ di tutto imparando i rudimenti del mestiere. Intanto frequenta il corso di giornalismo di moda sponsorizzato dalla Marzotto e diretto da Francesco Alberoni, e partecipa al concorso indetto dal mensile Moda che mette in palio sei mesi in redazione: lo vince e allo scadere del semestre, siamo nel dicembre ’86, arriva l’assunzione a Casaviva. È ancora praticante che nell’agosto ’87 Francesco Cevasco la vuole a Eva perché si occupi dell’attualità : Eva è un esperimento bello e coraggioso, ma passa come una meteora nel mercato dei settimanali femminili e, cinque mesi dopo, Santini viene salvata giusto in tempo da Vittorio Corona che la richiama a Moda. Si occupa di costume e attualità , e scrive molto: Mirella Pallotti si accorge di lei e, neodirettore di Anna, nel marzo 1990 le offre il posto di caposervizio dell’area femminile. Pallotti ha come vice Marisa Deimichei, che con Santini entra subito in sintonia: passata in Mondadori nell’agosto ’95 per dirigere Starbene, sei mesi dopo la vuole con sé come caporedattore centrale e nel gennaio ’98 le lascia la guida del mensile.


Da Deimichei, grande lavoratrice e ottima organizzatrice, Danda Santini impara anche le regole auree di una buona direzione: le persone giuste nel ruolo giusto, un buon flusso di lavoro, tempi ben stabiliti, spirito di gruppo. Anche se, dietro quella sua aria da eterna ragazza, la stoffa dell’organizzatrice doveva avercela già  di suo, visto che senza nulla negarsi sul lavoro è riuscita pure a crescere tre figli: Giulia, 15 anni, Matteo, 13, Antonio, 3 e mezzo. E il marito è quell’Alessandro Belloni che oggi dalla sede milanese della Walt Disney governa l’intera produzione mondiale dei periodici del gruppo americano. Nel marzo 2002 per Santini arriva il momento di Glamour, il femminile della Condè Nast a cui Valeria Corbetta ha dato forza e identità  e che ha deciso di lasciare per lanciarsi nell’avventura di Flair. Danda Santini dice che a Glamour aveva ancora tanti progetti da realizzare e che quando a luglio ha ricevuto la telefonata di Bernard Mellano, il patron di Hachette Rusconi, non l’ha nemmeno sfiorata l’idea che le potesse proporre la direzione di Elle. “Gli ho chiesto qualche giorno per pensarci”, racconta. “Però la tentazione è stata subito forte”. La firma è di inizio agosto ma – mentre le redazioni dei femminili erano in piena fibrillazione nell’incertezza sul nome del nuovo direttore di Elle – l’annuncio ufficiale è stato dato un mese dopo per permettere alle due case editrici di rendere noti contemporaneamente tutti i nuovi incarichi: Daniela Giussani, alla guida di Elle da 16 anni, prende la direzione editoriale di Elle ed Elle Décor; Paola Centomo sostituisce Danda Santini a Glamour.    

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