Televisione ““ Italia 1. L’incubatrice di Mediaset

Rete vivace e creativa, una sorta di incubatrice dove nascono e crescono nuovi stimoli per la tivù generalista, un cantiere di idee e talenti sempre in attività . È il profilo di Italia 1 emerso dalla recente ricerca ‘Tivù alla conquista dei microtarget’ che ha condotto Barometro, l’istituto di ricerche di Luigi Ricci, per studiare la salute della televisione generalista italiana. “Italia 1 negli ultimi anni ha avuto un ruolo determinante nella rinascita della nostra tivù”, dice Ricci. “Ha realizzato programmi sperimentali e ironici che hanno avuto successo e che poi sono migrati su Canale 5. E ha fatto nascere talenti e linguaggi che poi sono stati saccheggiati dalle altre reti, Mediaset e Rai”. Ricci si riferisce a trasmissioni sbanca audience come ‘Zelig Circus’ e ‘Amici di Maria De Filippi’. E ai volti famosi di Paolo Bonolis, Fiorello, Alessia Marcuzzi, Gene Gnocchi, Teo Tecoli, Michelle Hunziker, Simona Ventura, Paola Cortellesi, Bebo Storti, Aldo, Giovanni e Giacomo, Alex e Franz, Maurizio Crozza, Claudio Bisio, Daniele Luttazzi, Luciana Litizzetto, Paolo Hendel, eccetera. “Grazie a questi innesti”, sottolinea Ricci, “la vecchia tivù generalista sta cambiando i suoi codici: da tivù per le massaie si sta trasformando in una tivù che fa da richiamo per gli spettatori più difficili come i giovani e le fasce socioculturali più elitarie”. Il lavoro di Ricci, che è un appassionato indagatore dei mercati dei media (e questo mese festeggia 15 anni di attività  di consulenza per il Tg1), mette in evidenza la tipologia del pubblico di Italia 1 che i dati Auditel del primo semestre 2004 piazzano al terzo posto per gli ascolti nel prime time con il 12,9% dopo Raiuno, 23,6%, e Canale 5, 25,9%.  “Italia 1 è senza dubbio la zona franca della creatività , una sorta di unicum nel panorama televisivo europeo”, dice con orgoglio Luca Tiraboschi, da due anni direttore della rete. “La sua vera forza sta nel modo in cui è costruito il palinsesto, con programmi legati tra loro da una specie di filo rosso. Dalle prime ore del giorno fino a notte fonda, la programmazione segue un flusso costante che dà  continuità  alle varie trasmissioni. Il telefilm della mattina, ad esempio, non è un semplice riempitivo di un’ora, ma è collocato proprio in quel punto del palinsesto perché ha delle caratteristiche utili a trainare il pubblico verso il resto della giornata. Da alcune settimane stiamo trasmettendo la prima serie del telefilm cult ‘Charlie’s Angels’, quella con Farrah Fawcett protagonista. Subito dopo c’è ‘Happy Days’ e a seguire un telefilm inedito. I primi due sono stati rinverditi: con una nuova tecnologia abbiamo dato lucentezza alla pellicola tanto da far sembrare quelle vecchie puntate un prodotto fatto di recente. Questo metodo fa sì che il telespettatore non noti alcuna differenza tra il telefilm vintage e quello in prima visione. In più, i primi due titoli famosi ci consentono di spingere il pubblico verso il telefilm inedito”.

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Nella foto, Luca Tiraboschi

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