Personaggi – Seymour Hersh. C’è ancora molto da scoprire

Seymour Hersh è un nome che conta davvero nel giornalismo americano. Originario di Chicago, è noto al grande pubblico per essere il giornalista che sconvolse gli Stati Uniti raccontando e mostrando per filo e per segno quello che succedeva in Vietnam: nel 1969 il reportage sulla strage di My Lai gli valse il premio Pulitzer e fu un vero shock per l’opinione pubblica come per l’amministrazione dell’epoca. In quegli anni il suo lavoro fu una delle principali molle mediatiche per il nascente movimento pacifista americano. Dopo una decina d’anni di esperienza come corrispondente politico da Washington per la Ap, passò al New York Times ed è infine approdato nell’esclusivo circolo del settimanale New Yorker, una rivista capace di pagare un reportage anche 30mila dollari e che non ha mai perso una sola causa nella sua storia. Il New Yorker è universalmente riconosciuto come il modello di riferimento delle riviste letterarie nel mondo, capace di imporre al pubblico un genere come le ‘short stories’ che ne fanno ancora oggi un esempio unico. Il New Yorker non ha fretta: ai suoi collaboratori vengono dati anche sei-sette mesi di tempo per produrre reportage o racconti. Recentemente il New Yorker ha messo a segno il colpo giornalistico più importante degli ultimi anni, scoperchiando grazie al meticoloso lavoro di ricerca di Hersh il pentolone di Abu Ghraib, il carcere iracheno nel quale i soldati americani hanno commesso sistematicamente abusi sui prigionieri. Uno scoop ancora più sensazionale se lo si inserisce nel contesto del giornalismo americano da quando George W. Bush si è insediato alla Casa Bianca; i tempi dei corrispondenti ‘embedded’, intruppati nelle file dell’esercito e dall’esercito istruiti su cosa dire e cosa non far vedere, sembrano lontanissimi. Hersh così ha colpito ancora una volta al cuore la coscienza civile americana e i piani dell’amministrazione Bush. Sicuramente le tensioni interne al Pentagono lo hanno favorito e lui, che i militari li conosce bene e che è introdotto come nessun altro negli ambienti che a Washington contano davvero, non ne fa mistero. 

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Nella foto, Seymour Hersh

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