MARCO MEREGHETTI – Da responsabile editoriale a direttore di ‘Zedmag’

Marco Mereghetti, milanese dal 13 ottobre 1951, giorno in cui è nato, prima di arrivare al giornalismo confessa di aver fatto un sacco di “mestieri inutili”. Studente lavoratore, laurea in filosofia del linguaggio con Andrea Bonomi con una tesi incentrata sul concetto di definizione, a 29 anni decide che è venuto il momento di fare sul serio, di scegliere un lavoro vero, uno che gli piaccia, e allora punta dritto al mestiere di giornalista, attività  che gli si acconcia più di qualunque altra. Le strade che portano al giornalismo sono, lo sappiamo tutti, piene di polvere e quasi mai dritte. Lui si incammina pazientemente sul sentiero del correttore di bozze tornandosene a Milano dopo un biennio romano. Nel 1981 alla Grafotitoli per una paga risibile (5mila lire all’ora) comincia a dare la caccia ai refusi e spende lunghe notti domenicali a controllare colonne di numeri ed elenchi. Volano via giornate intere a segnare, correggere, controllare, roba da cavarsi gli occhi e uscire pazzi. Questo però gli permette di presentarsi ragionevolmente all’attenzione di Vittorio Corona, a quel tempo direttore di Moda, che appunto cerca un correttore e un responsabile del coordinamento testi. Sarà  un incontro di quelli che segneranno la sua carriera. Nel 1983 viene assunto a Moda come praticante e, sempre lì, si porta a casa il tesserino rosso cardinale da professionista. Quando Corona passa a King, lui gli va dietro con la qualifica di caporedattore centrale. Dieci anni alla Nuova Eri e poi di nuovo – siamo ormai al 1993 – con Corona nel progetto di un telegiornale sui generis, quello Studio Aperto con tanto di pubblico in studio. Esperimento studiato per mesi ma che alla fine durò appena 11 giorni quando il Cavaliere insediò Paolo Liguori. Mereghetti rimase per un po’ (era caporedattore al desk) fino a quando Willy Molco lo chiama al Radiocorriere come vice direttore. Quando il Radiocorriere chiude invece di restare a Viale Mazzini si fa liquidare e va come vice direttore a Village, nuovo mensile di breve vita, da Corona. Vi resta dal gennaio 1996 al febbraio 1997. Poi anche Village chiude i battenti e Franco Bonera, responsabile editoriale della Editing, lo chiama. Nel ’97 diventa caporedattore di Newton, dal 1999 al 2002 è direttore di Verde Oggi e nel 2003 dirige Happy Web della Darp. Ora, con molta energia e convinzione, è alla guida di Zedmag, il primo mensile dedicato al mobile entertainment con il proposito dichiarato di intercettare tutto ciò che fa tendenza nella cosiddetta ‘cell tribe’, quella tribù composta per lo più da giovanissimi che è attaccata più al cellulare che ai propri genitori. Dice che gli piace lavorare e riposare, che vorrebbe leggere più libri, che non gli piace quel che gli gira attorno (si riferisce al governo) e non apprezza il mondo dei giornali dove ormai “tutto il potere è ai ragionieri”.

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