Televisione – Rai Futura. Gli esperimenti di Blasi

Sperimentate, sperimentate, qualcosa resterà . Sembra questo il motto a cui si ispira Giovanni Blasi, responsabile di Rai Doc/Rai Futura, il nuovo canale sperimentale per il digitale terrestre dove verranno trasmessi (e testati) idee e programmi, autori e format, volti nuovi e riscoperte. Blasi – che ha un passato televisivo consolidato avendo, tra l’altro, affiancato per anni Michele Santoro – parla volentieri di una vera e propria “fabbrica a cielo aperto” che da settembre inizierà  a produrre trasmissioni su Rai Futura. All’inizio la programmazione durerà  un’ora e mezza alla settimana, ma già  dal 1° novembre crescerà  a un’ora quotidiana per sei giorni, mentre da gennaio la programmazione raggiungerà  le sei ore al giorno. Fortissimamente voluto dal consigliere di amministrazione Marcello Veneziani (che di Rai Futura è anche il teorico e lo stratega), approvato dal direttore Flavio Cattaneo e dal presidente di Raisat Carlo Sartori, il progetto di Rai Futura ha in cantiere anche un telegiornale culturale di cui si parla molto ma che non riesce – per resistenze interne – a prendere corpo. Sei le finalità  che si pone la struttura guidata da Blasi: selezionare e valorizzare nuovi talenti e nuovi linguaggi per tentare di ridare energia a un’azienda manifestamente esangue e confusa; promuovere la tivù pubblica tra i più giovani aprendo laboratori televisivi; stimolare la creatività  italiana “bilanciando la tendenza pigra a importare dall’estero format preconfezionati”; offrire nuovi contenuti e allargare le prospettive del digitale terrestre, dimostrando le opportunità  che offre per produrre tivù e cultura popolare; sperimentare grazie al digitale terrestre la tivù interattiva (che diventa così un modo per testare gradimento e attenzione del pubblico) e, infine, “riunire le effervescenze creative del Paese dimostrando che il servizio pubblico investe anche sul futuro e non si limita a gestire il presente”. Con un budget che per i primi sei mesi è stato fissato a 5 milioni e 400mila euro, Blasi mostra sincero ottimismo e si dice arciconvinto che “la sperimentazione non ha bisogno tanto di soldi quanto di idee”.

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Nella foto, Giovanni Blasi


 

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