Personaggi – Alessandro Pace. L’avvocato dell’etere

La questione di costituzionalità  della legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo potrebbe già  essere sollevata nei prossimi giorni. Lo afferma l’avvocato Alessandro Pace, ordinario di diritto costituzionale all’università  la Sapienza di Roma e uno dei maggiori esperi di diritto televisivo, di cui si occupa da trent’anni. Sotto tiro, in particolare, sono gli articoli 15 e 23 della legge Gasparri. Il primo articolo riguarda il Sic, il sistema integrato delle comunicazioni, vale a dire il paniere composto da editoria, tivù, radio, Internet e pubblicità  sul quale dovranno essere calcolati i nuovi limiti antitrust. L’articolo 23 è invece quello che consente a chi fa sperimentazione sul digitale terrestre di continuare a trasmettere su una rete anche se supera i limiti antitrust per quanto riguarda la tivù analogica.  Pace e il suo collega Ottavio Grandinetti hanno due cause aperte presso il Tar del Lazio, in cui rappresentano Francescantonio Di Stefano e la sua Europa 7, in cui potrebbe essere sollevata la questione di illegittimità  costituzionale della neonata legge. Di Stefano, vincitore di una concessione televisivanazionale, dal ’99 lotta contro chi (Retequattro e Tele+Nero) occupa le frequenze su cui potrebbe trasmettere Europa 7.
Il prossimo 14 luglio verrà  discusso il ricorso contro il provvedimento del ministero delle Comunicazioni che permette che due frequenze ad accesso condizionato, cioè criptate e a pagamento (quelle che erano utilizzate da Tele+Nero e poi vendute alla Holland Coordinator & Service, holding di Tarak Ben Ammar), vengano utilizzate per trasmettere in chiaro la nuova rete Sportitalia (Si) e i canali in tecnica digitale di Prima Tv. “Oggi Ben Ammar può trasmettere grazie alla copertura regalatagli dalla legge ponte n. 43 del 2004 (la stessa che ha permesso a Retequattro di continuare le sue trasmissioni dopo il 31 dicembre 2003: ndr) e adesso dalla legge Gasparri”, spiega Pace. “Di Stefano chiede che quelle frequenze vengano restituite al ministero e poi assegnate a chi ne ha diritto”. Nella stessa udienza dovrebbe essere dibattuta anche la seconda causa che riguarda l’inadempimento da parte della pubblica amministrazione per quanto riguarda la concessione vinta da Di Stefano nel ’99. “Sembra incredibile, ma Mediaset ha addirittura citato Di Stefano per danni”, racconta Pace, “accusando Europa 7 di diffamazione per le schermate in cui reclama le frequenze a cui ha diritto e accusa Mediaset di eccedere i limiti antitrust. A questo punto dovrebbero citare in giudizio anche la Corte costituzionale e molti studiosi che, come me, sostengono da anni le stesse cose”.

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Nella foto, Alessandro Pace

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