EMANUELE FARNETI – Da vice capo servizio della ‘Gazzetta dello Sport’ a direttore di ‘Sportweek’

Ora l’espressione con quel sapore circense (e da qualcuno considerata persino portasfiga) è grazieaddio caduta in disuso e quando si parla di uno come Emanuele Farneti, nato a Roma il 27 settembre 1974, ma milanese di formazione, prossimo direttore (ma con la qualifica di caporedattore) di Sportweek, magazine della Gazzetta dello Sport, uno adesso dice: “Un-gran-bravo-ragazzo-chissà -che-soddisfazione-per-i-suoi-genitori”. C’è infatti da rallegrarsi assai davanti al breve ma corposo curriculum di Farneti che si laurea in giurisprudenza nel luglio del 2000 con una tesi su ‘Il processo penale tra cronaca giudiziaria e diritti della personalità ‘ meritandosi un 110 e lode tondo tondo, mentre gli fa da relatore il professor Ennio Amodio, uno dei difensori storici di Silvio Berlusconi. Lo studio, però, non gli impedisce di aprirsi un varco nella professione giornalistica (che è stato sul punto di tradire per quella avvocatizia, ma poi per fortuna ci ha ripensato). I primi passi sono quelli che sgambetta nell’uffico stampa di Della Valle-J. P. Tod’s, dapprima a Parigi nel 1994 e poi, l’anno successivo, nella californiana San Diego. Il salotto dei giornali gli si dischiude con Yacht Capital, testata con cui comincia una collaborazione mentre dall’agosto del 1995 all’ottobre del 1997 si fa il suo bel praticantato a SeiMilano, la nuova televisione del gruppo Benetton in cui comincia a occuparsi in modo continuativo di sport e in particolare di calcio. Quando la SeiMilano cambia proprietà  e progetto, Farneti, che ha ormai imparato a muoversi con una certa speditezza, inizia a girare: TeleLombardia, Canale 5 (nella redazione di ‘Verissimo’ firma pezzi di cronaca e spettacolo), collaborazioni con Sette e poi, febbraio 1999, ingresso alla redazione di Gq portato da Andrea Monti. Assunto come redattore ordinario, gradino dopo gradino diventa caposervizio e poi vice caporedattore, finché nel gennaio del 2003 cambia casa e si installa come caporedattore centrale a Men’s Health. Il 5 maggio 2003 Pietro Calabrese lo vuole con sé alla Gazzetta dello Sport con la qualifica di vice caposervizio e la mansione di capodesk della redazione calcio. Poi il ‘colpaccio’: nel giugno del 2004 viene nominato direttore di Sportweek assumendo la qualifica di caporedattore. Uno si aspetta che un tipo come Emanuele Farneti, giovane giornalista sportivo, appena può tiri calci a un pallone o prenda in mano una racchetta da tennis. Invece, ammette, “faccio sport molto moderatamente” e solo dopo un po’ di pressing confessa di amare “sci, calcio e pallacanestro”. Per non parlare delle moto, passione che consuma in sella a una bella Suzuki.

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