Periodici – ‘Dipiù’. Il ciclone

È una faccenda di intuito se a metà  dello scorso dicembre l’editore Urbano Cairo capisce nello spazio di una cena che Mayer è pronto a lasciare su due piedi Gente dopo vent’anni di direzione, e che il progetto di un nuovo settimanale familiare ce l’ha già  bello e pronto in testa. In capo a pochi giorni altra cena, questa volta anche con Ernesto Mauri, l’amministratore delegato della Giorgio Mondadori e della Cairo Editore: l’accordo è praticamente fatto e Mayer firma alla vigilia di Natale. Appena il neo direttore mette piede in casa editrice, Urbano Cairo comincia a insistere sulla rapidità : giugno, la data decisa inizialmente per l’uscita, è troppo in là . Mayer forma la redazione (15 persone tra giornalisti, grafici e segreteria) in meno di un mese; a fine febbraio c’è già  stampato un numero di 80 pagine su cui raccogliere la pubblicità ; cominciano continue e veloci messe a punto del prodotto, soprattutto nella parte grafica e fotografica. Sul nome non c’è dubbio: “Un settimanale che costi poco e dia di più”, si erano detti al primo incontro Cairo e Mayer pensando a un familiare con la carta più bella degli altri, con più foto, più colore, più personaggi, le pagine dei programmi televisivi in più. E non c’è dubbio anche sul fare a meno delle ricerche: “Su questo siamo stati tutti d’accordo, eravamo convintissimi della formula del giornale”, racconta Mauri. A coronamento, un prezzo tondo tondo a un euro e l’intuizione di Mayer di mettere in bella vista in copertina la foto della moneta. Dipiù esce il 19 aprile: esaurito tecnico al primo numero con 600mila copie tirate e 500mila vendute; secondo e terzo numero che viaggiano sulle 470-480mila copie; per il quarto numero tiratura aumentata a 650mila, con vendite previste dall’editore a 520-530mila copie, e dal quinto a 700mila. Mayer ha fatto un familiare pensato per un pubblico di 25-45 anni, centrato innanzitutto sui personaggi televisivi – un mondo che conosce benissimo e in cui ha tutti i contatti giusti – con un po’ di cronaca e qualche rubrica di servizio. “Ha successo perché è diverso da tutti gli altri: più giovane, più allegro, con tantissime foto e un uso del colore che lo rendono particolarmente piacevole da leggere”, sostiene Mauri.

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