Televisioni – Tivù umbre. In corsa per il digitale

Otto emittenti, se si considera anche Rete Sole basata a Roma, su un totale di 14 televisioni umbre hanno risposto – tra non poche incertezze – alla domanda per la sperimentazione del digitale terrestre. In prima fila le tre emittenti del cementiere Carlo Colaiacovo: Umbria Tv, Gualdo Tv23 e Telegubbio. Umbria Tv è la più grande: copre l’intero territorio ragionale con una ventina di canali e conta su un fatturato di 900mila euro all’anno. Il direttore generale dell’emittente, Emanuele Mapelli, si interroga sul ruolo che avranno le televisioni locali nel nuovo contesto digitale. “L’unione con altre emittenti è uno dei vantaggi che il digitale potrebbe offrire sia in sede regionale sia interregionale”, dice Mapelli, che non esclude una possibile espansione fuori dai confini umbri. Per ora però Umbria Tv è concentrata sugli investimenti per le infrastrutture e la conversione dei ripetitori in digitale. Una spesa che l’emittente gestirà  per gradi, cominciando la sperimentazione in alcune zone per un paio di ore nella fascia notturna. Un escamotage per far fronte agli ingenti costi del digitale che hanno seguito anche le altre emittenti.  Per quanto riguarda le possibili ‘alleanze tra vicini’ c’è ancora molto scetticismo. Significherebbe annacquare quello che uno ha”, dice Sara Scarabottini, direttore generale della piccola Tevere Tv, con sede a Città  di Castello e quattro ripetitori in Umbria. Scarabottini parla di primi contatti per il digitale con La 7, la Rai, Atlantide Tv e altre tv monotematiche satellitari.

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Nella foto,
Carlo Colaiacovo, editore di Umbria Tv

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