Personaggi – Giuseppe Pericu. Genova da desiderare

Fare di Genova una città  “vivibile e desiderabile” in modo da confortare chi vuole restare e attrarre chi pensa di venire: è la filosofia di governo metropolitano di Giuseppe Pericu, sindaco di Genova. Pericu ricorda che le grandi città  sono entrate in una stagione di forte competitività , per cui al mondo c’é più offerta che domanda di città . “Conseguentemente – aggiunge – c’é una concorrenza tra diverse città  che devono presentarsi ai propri abitanti per non essere bbandonate e ad altri possibili abitanti per essere preferite”. La sfida, per Pericu, è come riuscire ad attrarre chi pensa di venire. “Del resto avevamo poca scelta dopo l’uragano. Penso al disastro a cui abbiamo assistito tra gli anni Settanta e gli anni Novanta”, aggiunge il sindaco. “Fabbriche chiuse, morte della vecchia industria e del vecchio porto. Sia i miei predecessori sia il sottoscritto ci siamo dovuti porre il problema sul da farsi. Da qui l’idea di rilanciare una città  da rendere vivibile e attrattiva, da poter essere preferita non soltanto e non tanto come meta turistica. Pensiamo a una città  preferita come luogo dove si possa fare impresa, svolgere attività  produttive, di conoscenza. E’ questo l’obiettivo di fondo”. Pericu ha annunciato che fra sei anni Genova sarà  molto diversa da quel che era e che è oggi. Su questo punto si apre, secondo Pericu, il problema dei rapporti con il governo centrale. “Quando era presidente del Consiglio, Romano Prodi lanciò un’idea secondo me corretta: con le grandi città  il governo stipula una convenzione in cui si fissano gli obiettivi che la città  e il governo condividono e quindi i relativi finanziamenti. Prodi stabilì addirittura un dipartimento per le aree urbane, ma l’iniziativa è rimasta lettera morta”. Con il governo attuale il rapporto “é casuale”. “In questi ultimi anni – spiega Pericu – abbiamo avuto l’occasione di ospitare il G8 e ora, nel 2004, di essere la capitale europea della cultura, ma si tratta in fin dei conti di fatti piuttosto accidentali per i quali è previsto un flusso di finanziamento maggiore. Ma in definitiva il rapporto con Roma è del tutto accidentale”. Infine, rispetto al forte impegno che la sua amministrazione ha messo nella comunicazione (i consulenti Maurizio Costanzo e Giulio Anselmi supportano l’ufficio diretto da Alberto Leiss), Pericu dice che uno dei tanti problemi che aveva Genova “era quello di essere scomparsa dalla carta geografica”. “Con il G8 ci siamo tornati. Quell’avvenimento fu per noi importantissimo. Proprio qualche settimana fa parlavo con i responsabili di una catena alberghiera internazionale importantissima venuta a Genova per cercare un immobile. Mi dicevano che nella scala delle priorità  di investimento prima del G8 eravamo a livello 5 e ora siamo tornati a livello 1. Insomma, credo proprio che si possa dire che la città  è tornata a esistere. E’ vero, c’é stato un forte processo di  comunicazione che abbiamo centrato su ‘Ge-nova’, una Genova nuova. I soldi del governo li spendiamo sia per fare i lavori sia per fare comunicazione. Noi riteniamo che se qualcuno viene qui qualcosa da vedere ce l’ha. Abbiamo già  degli elementi di attrattiva. Siamo molto al nord. In quattro e quattr’otto si arriva a Ginevra. Questo è uno dei plus che cerchiamo di
vendere”.

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Nella foto, Giuseppe Pericu


 

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