Manager – Alberto Merlati. Dal canestro all’educational

“La mia è stata ed è una vita ricca. Ho 60 anni e sono soddisfatto: ho fatto veramente tanto, magari non tutto bene, ma mi sono divertito e continuo…”. Anche sulle pareti del suo ufficio milanese, in via Mascheroni, si può ripercorrere la storia personale e professionale di Alberto Merlati, presidente e fondatore della Fabbrica, l’agenzia di comunicazione che da vent’anni progetta, realizza e distribuisce in ogni ordine di scuola progetti educativi, promossi da aziende ed enti pubblici in Italia e in altre zone del mondo. Certo, tra le tante foto dei figli Mariele (26 anni, lavora in università ) e Andrea di 8 anni e mezzo, risaltano quelle che ritraggono questo signore elegante e imponente – è alto due metri e quattro centimetri – con barba e capelli candidi mentre, qualche anno fa, in maglietta e pantaloncini era impegnato a infilare palloni nel cesto per la nazionale italiana o per l’Oransoda Cantù, con la quale ha vinto lo scudetto. Incuriosisce il paesaggio con un casale in cima alla collina appeso proprio dietro la scrivania. Merlati si accorge e spiega: “Quella è la casa di famiglia a Belvedere Langhe. Io sono un frutto del Piemonte. Sono nato nel 1943 a Cuneo, in una zona teatro della guerra partigiana. Una terra ribelle – non dimentichiamo che Cuneo ha resistito a sette assedi – ma non barricadera. Concreta, insomma. E io sono rimasto un giolittiano. Ricordo spesso gli anni Cinquanta quando mio padre, ex ufficiale dell’esercito che si è fatto anche la prigionia in Germania, mi prendeva per mano per portarmi nella piazza di Cuneo dove Giorgio Almirante avrebbe dovuto parlare. E poi, giù a urlare e a fischiare. Infatti, il leader del Msi non è riuscito mai a fare un comizio a Cuneo”. Le scuole le fa a Cuneo dove i Merlati – antica famiglia nobile (“Lo siamo ma non si dice: abbiamo sempre lavorato sui contenuti”) – vivono. “Ho fatto lì anche il liceo classico”, afferma Merlati. “Adoravo il greco, la disciplina che più mi ha aiutato nella vita: un’organizzazione del pensiero che mi ha dato metodo”. Un metodo rafforzato anche dagli studi in ingegneria (la laurea la prende al Politecnico di Torino) e dallo sport. Gioca per 12 anni in serie A ed è pivot dell’Oransoda Cantù, la squadra che diventa campione d’Italia nel ’68. Suo compagno di squadra è Carlo Recalcati, attuale allenatore del Montepaschi Siena e della nazionale italiana.

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Nella foto, Alberto Merlati

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