Comunicazione e pubblicità  – Erg. Il nostro è un campo minato


Ecco come Garrone spiega l’ingresso nel Riformista?: “Un giorno viene da me Claudio Velardi e mi dice: ‘Vorrei fare un giornale di opinione tipo Il Foglio e sto cercando due o tre finanziatori che mi consentano di far partire l’operazione’. Mi spiegò che il suo obiettivo era quello di contribuire a sensibilizzare al riformismo l’opinione pubblica di questo Paese. Velardi sapeva benissimo di trovare in me un interlocutore attento perché era esattamente quello che avevo cercato di fare quando sono stato presidente dei giovani imprenditori”. “L’idea piaceva”, continua l’industriale genovese”, e come condizioni gli posi soltanto la presenza di altri imprenditori e la nomina di un direttore serio. Entrambe soddisfatte. Le ricordo però che si è trattato di un investimento familiare e non aziendale”  Nell’intervista Garrone affronta anche i problemi relativi alla comunicazione per un’azienda che si occupa di petrolio in un mondo ipersensibile ai problemi ambientali: “Secondo me per troppi anni gli operatori del nostro settore, i petrolieri (anche se noi non siamo più solo petrolieri ma un’azienda multi energy), si sono barricati nel loro Fort Apache e si sono sempre difesi dagli attacchi. Io invece sono convinto che sia necessario non dico attaccare, ma anticipare gli attacchi e non aspettare che sia la fiammata dei prezzi della benzina a far scatenare il finimondo contro di noi obbligandoci a giustificarci. Guardi che noi abbiamo tantri nemici: gli ambientalisti, i consumatori, ma anche gli industriali perché molte aziende sono energivore e più pagano l’energia che consumano più si arrabbiano. Per non parlare del ministero dell’Economia al quale l’aumento del prezzo della benzina crea problemi perché è nel paniere”. Allora, come uscire da Fort Apache senza rimetterci lo scalpo? “Basta non arroccarsi nel fortino, non stare sulla difensiva ma dimostrare continuamente quello che si fa per migliorare la propria produzione, per cercare di essere più competitivi in termini di prezzo. Un approccio completamente diverso da quello fin qui utilizzato”, risponde Garrone, ricordando che la sua azienda da un paio d’anni pubblica un “rapporto in materia di sicurezza e ambiente e una comunicazione fruibile per tutti anche on line”. “Fin dall’inizio, anche quando la sensibilità  ambientale era meno marcata (parlo degli anni Cinquanta e Sessanta), abbiamo sempre avuto un concetto di fabbrica aperta dove organizzare incontri con le scuole, con la comunità  locale”, dichiara il presidente della Erg. “È quel che facciamo anche in Sicilia con le organizzazioni ambientaliste qualificate. C’è insomma un rapporto continuo di trasparenza applicando per quanto possibile il concetto di fabbrica aperta.”. “Bisogna sempre negoziare tra la possibilità  tecnologica e la compatibilità  economica”, continua Garrone. “Quando si illustrano ai soggetti istituzionali esterni i nostri piani parte un negoziato, non è realisticamente pensabile un’azienda che dica sì a tutti. I petrolieri sono dei tecnici ed è giusto che sia così e in Italia esistono molti tra i migliori tecnici del mondo, nulla da invidiare ad americani e giapponesi. Però la cultura del tecnico di settore tende a essere chiusa in se stessa. Se metto un ingegnere a spiegare a un giornalista non di settore un investimento o un impianto, va a finire che quello, il giornalista, non ci capisce niente. La difficoltà  dei tecnici di questo settore è molto legata anche al linguaggio. Ma c’è pure un altro grave problema di comunicazione. La demagogia. La materia energetica è di per sé difficile da capire, tanto più difficile quanto è più facile fare demagogia. Giocare sulla paura della gente in termini di salute è semplicissimo, anche perché poi l’onere della prova spetta sempre all’accusato. Se qualcuno dice alla popolazione che quella fabbrica inquina e che quell’inquinamento fa ammalare i bambini voglio sapere come faccio poi a recuperare la comunicazione. Devo scalare una montagna! Forse è stato questo a generare l’atteggiamento degli operatori del settore, il loro rinserramento nel fortino di Fort Apache. Secondo me la condizione giusta è avere i dati tecnici e gli argomenti per poter sostenere la comunicazione, ma anche le parole giuste per dirlo”.

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Nella foto, Edoardo Garrone
, dall’aprile 2003 presidente della Erg spa.

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