Alessio Andreucci – Da vice direttore di ‘Vanity Fair’ a direttore di ‘Traveller’

L’intervento di Carlo Verdelli su Vanity Fair è stato così rapido e impetuoso, il dirizzone impresso alla formula del giornale così preciso e radicale, il suo recupero sul mercato così autorevole, l’adesione di tutti al nuovo progetto così entusiasta da far girare la ciribiricoccola anche a uno come Andreucci. Il quale si stava appena rassettando le piume come una gallinella dopo l’assalto amoroso, quando l’editore gli ha chiesto di occuparsi di Traveller, un mensile Condé Nast di grande appeal pubblicitario, prestigio formale, consistenza editoriale, concept preciso e spiccata identità . Si sa che Traveller sta per affrontare una nuova strategia di brand extension, proprio mentre il suo direttore, Ettore Mocchetti, da tempo chiede di essere sollevato da un incarico che si aggiunge alla direzione di Ad e alla direzione editoriale.
Succede che l’identikit del ricercato corrisponda al profilo di Alessio Andreucci, un bergamasco di 48 anni, con esperienze di direzione – condirettore di Novella 2000 nel ’97, direttore di Fit for Fun nel ’98, vice direttore di Vanity Fair nel 2003 – ma che soprattutto qualche anno fa in Rcs Periodici ha messo mano alla trasformazione di Verde Oggi in Vie del Gusto, mensile di turismo cultural enogastronomico.

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