Massimo Giannini – Da caporedattore del politico a vice direttore di ‘Repubblica’

A tanto onore Giannini ci arriva a 42 anni giusti, dopo una laurea in legge a Roma, sua città  natale, e una carriera che si è andata via via impinguando di promozioni, esperienza, autorevolezza. Debutta nell’85, con assunzione nell’86, a Economia e Tributi, la rivista del Sole 24 Ore che sarà  poi assorbita dal quotidiano. Nell’aprile dell’88 passa a Repubblica, redazione economia, portatovi da Eraldo Gaffino. Qui sale da vice a caposervizio, da vice a caporedattore nel ’93. La svolta che accende gli spot sulla sua firma avviene nel ’95 quando diventa editorialista della Stampa da Roma. Sono gli anni in cui Carlo Azeglio Ciampi cerca di portare l’Italia in Europa attraverso l’allineamento all’euro. La battaglia lo assorbe, scrive commenti, intervista, fa inchieste, con un impegno che gli merita l’apprezzamento e l’amicizia del futuro capo dello Stato. Ed è proprio come editorialista che Ezio Mauro nel ’97 lo richiama a Repubblica di cui nell’autunno del ’99 diventa capo del politico.

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