Associazioni – Fipe. Piccoli settimanali locali, all’attacco!

In dieci anni di vita la Fipe – la federazione che rappresenta 60 testate settimanali o multisettimanali d’informazione, per la quasi totalità  piemontesi, su 200 in Italia – non è mai stata così combattiva. Una prima vittoria l’ha già  ottenuta  negli ultimi giorni del 2003, quando è riuscita a far passare nella finanziaria l’emendamento che, equiparando questi giornali ai quotidiani come giornali di informazione locale di maggior diffusione, li rendeva idonei a pubblicare gli avvisi di aste giudiziarie. Non è gran cosa, ma un primo passo che ne annuncia molti altri. Nei prossimi mesi il nuovo consiglio direttivo della Fipe sarà  molto impegnato. Da Pietro Policante, l’amministratore del Biellese eletto il mese scorso presidente, al suo vice Mario Ghirardi, editore e direttore del Corriere di Chieri, dal segretario don Paolo Busto fino a Vanni Giachino passato a presidente onorario dopo aver guidato l’organismo fino a oggi. “Al centro di tutta la nostra azione c’è l’esigenza di far sapere che ci siamo anche noi e di farci riconoscere nella nostra specificità  di giornali d’informazione locale, diversi dai quotidiani ma diversi anche dai periodici di intrattenimento”, esordisce il vice presidente Ghirardi. “Siamo una realtà  da 5/600mila copie a settimana, ma presi uno per uno siamo troppo piccoli per stare nella Fieg e troppo diversi per voler cadere nel calderone dell’Uspi. Oltretutto le agevolazioni per cui ci battiamo con l’Uspi non le otterremmo perché andrebbero moltiplicate per migliaia di testate. Non le nascondo poi che questa battaglia per la riconoscibilità  della nostra identità  editoriale, oltre a essere la base per la rivendicazione di alcuni nostri diritti, è anche una campagna di visibilità  che avrebbe benefiche ricadute sul fatturato della pubblicità  nazionale”.Ma al di là  di queste aspirazioni di fondo, gli obiettivi per i quali da mesi la Fipe lavora ai fianchi uomini e organismi politici sono molto concreti. E si chiamano: diritto di pubblicare a pagamento gli estratti di bilancio degli enti pubblici; agevolazioni nelle tariffe e nelle spedizioni postali; equiparazione ai quotidiani in materia di distribuzione, pubblicità  istituzionale, vendita in edicola.

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Nella foto,
Pietro Policante

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