Servizio di copertina – La ‘fiche’. Tarak Ben Ammar entra nella televisione italiana

Via, signor Ben Ammar, non ci deluda! Non ci dica che è venuto in Italia, ha speso un 300 miliardi di lire circa e altri ne spenderà  per avere un canale che massimo farà  un’audience dell’1%. È vero, lei ha detto: “Se non ci fossero sospetti per quello che voglio fare non mi divertirei. Amo l’Italia anche per queste discussioni continue”. Eh, sì, se mio nonno avesse 32 gomme sarebbe un tir. Lei faccia caso alla seguente matassa arruffata e veda se può tirarci fuori un filo che ci guidi al di là  dei sospetti. Cominciamo con Silvio Berlusconi, che è suo amico, e al quale evidentemente lei ha detto: tu sei sceso in politica e io scendo in Italia, se non ti dispiace. E lui le avrà  risposto che, anzi… E le avrà  suggerito che come concessionaria per la sua televisione sportiva poteva contattare Enzo Campione, proprietario di Radio e reti, che ha come socio al 10% Mediaset e che potrebbe subentrare a Urbano Cairo e a Publikompass nella gestione di Sky quando Cairo farà  transazione con Murdoch e abbandonerà  Sky, che è di quel signore che per l’appunto ha venduto a lei Si, Sportitalia cioè, che è anche amico di quel signore che sta al governo. Che, metta che Retequattro fosse costretta ad andare sul satellite magari preferirebbe venderla a uno come lei che dà  affidamento perché sa dove trovare i quattrini e poi ha come socio un gigante come Tf1 che di televisione se ne intende, e che anche lui è sceso in Italia con l’aria di quei cacciatori che vanno in giro con la doppietta carica, casomai a qualche lepre scappasse la voglia di fare quattro zompi a tiro di schioppo. E così Campione, dopo essersi ricomprato quel 10% di Mediaset, potrebbe gestire la concessione di Retequattro. E magari interessarsi anche di qualche rete della Rai, casomai il nostro Tesoro decidesse di sbarazzarsene. Qualche interrogativo lo solleva anche la joint venture con Tf1 – la prima rete francese presieduta da Patrick Le Lay e controllata dal gruppo Bouygues – attraverso la quale ora arriva in Italia con due società  televisive, Europa Tv e Prima Tv, titolari delle due emittenti che trasmettono sulle frequenze ex Tele+ bianco e Tele+ nero, che Rupert Murdoch ha dovuto cedere per avere il via libera della Ue all’operazione Sky Italia. Le frequenze sono state acquisite per 112 milioni di euro dalla Holland Coordinator & Service, holding di Tarak Ben Ammar che controlla al 51% Prima Tv ed Europa Tv. Il restante 49% è delle società  del gruppo Bouygues (per Prima Tv è Tf1, mentre per Europa Tv è Eurosport, la società  controllata dall’emittente francese e guidata da Angelo Codignoni, che tra l’altro edita l’omonimo canale sportivo paneuropeo trasmesso in 54 nazioni). Come richiesto dalle autorità  europee il controllo operativo è congiunto. Europa Tv è editrice di Sportitalia (Si), il nuovo canale sportivo che dal 6 febbraio trasmette in chiaro con una copertura dell’81% del territorio nazionale, contando sull’esperienza e le strutture di Eurosport. Il modello di business di Prima Tv, invece, punta sul digitale terrestre.

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Nella foto,
Tarak Ben Ammar (foto Imagoeconomica).

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