Quotidiani – Eurisko. Ma che bei lettori ha la free paper!

Attenzione: finora l’abbiamo chiamata free press, d’ora in poi, per quanto riguarda i tre quotidiani gratuiti nazionali Leggo, City e Metro, il termine giusto da usare è ‘free paper’: un modo per distinguere queste testate, da considerarsi dei veri quotidiani, dalla pletora di giornali che vanno ingrossando le fila della stampa gratuita. L’invito è venuto da Michele Muzii, amministratore delegato di Piemme, la concessionaria di Leggo (gruppo Caltagirone), alla presentazione della ricerca sulla readership di Leggo, City e Metro avvenuta a Milano il 9 febbraio. Commissionata dagli editori e dalle concessionarie delle tre testate – oltre a Piemme, la Rcs Pubblicità  guidata da Flavio Biondi per City, la Publikompass guidata da Angelo Sajeva per la pubblicità  nazionale di Metro (la locale è raccolta in proprio da Edizioni Metro) – l’indagine è stata realizzata da Eurisko, con un metodo simile a quello di Audipress, per “dare una dimensione della readership e disegnare il profilo dei lettori dei tre quotidiani gratuiti allo scopo di qualificarli come veicolo pubblicitario”, ha spiegato Remo Lucchi, amministratore delegato dell’istituto di ricerca. E va detto subito che nella Grande mappa di Eurisko i tre giornali si posizionano, anche se con qualche differenza, nella parte più pregiata, cioè il riquadro in alto a destra. In totale i lettori di Leggo (9 edizioni) sono 979mila, quelli di City (7 edizioni) 734mila e quelli di Metro (Roma e Milano) 692mila. Ma il dato forse più rilevante che emerge dalla ricerca è che – calcolando nel giorno medio un milione e 642mila persone che leggono almeno uno dei tre giornali – solo il 32% legge anche i quotidiani a pagamento, mentre il restante 68% è un lettore esclusivo di quotidiani gratuiti. “Quindi si tratta di un target dal profilo molto interessante, e che soprattutto è difficilmente raggiungibile dagli altri mezzi”, sottolinea Lucchi. “Formato da persone particolarmente attive, per il 45% di età  compresa fra i 18 e i 44 anni e per il 52% di sesso femminile; che durante il giorno non guardano la tivù e invece utilizzano con regolarità  Internet”. Che per la free paper questi risultati siano notevoli è fuori discussione.

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Nella foto,
Remo Lucchi

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