Sindacato – Rcs Quotidiani. Giramento di rotative

La discussione aperta al Corriere della Sera sui progetti del nuovo quotidiano full color rischia di fermarsi per la vertenza aperta dai poligrafici della Rcs Quotidiani contrari al progetto industriale presentato dall’editore. Il 20 gennaio i lavoratori si sono fermati per l’intera giornata, impedendo che Corsera e Gazzetta dello Sport uscissero nelle edicole il giorno dopo e un altro sciopero articolato il 22 gennaio ha ‘tagliato’ 243mila copie del quotidiano diretto da Stefano Folli e 83mila copie della testata sportiva diretta da Pietro Calabrese. I poligrafici contestano il piano originale della Rcs che prevede 232 posti di lavoro in meno (300 secondo il sindacato che considera la cosiddetta ‘forza’ necessaria a garantire il rispetto dei turni di riposo e a coprire le assenze per malattia) a Milano – dove lavorano 680 persone – e una ventina di esuberi su 60 unità  a Roma. Gran parte dei tagli occupazionali derivano dall’installazione delle 13 nuove rotative per stampare il Corriere che entro la metà  del 2005 arriverà  nelle edicole con una foliazione di 96 pagine tutte a colori. Un’operazione su cui il gruppo editoriale milanese ha deciso di investire 190 milioni di euro.  Si tratta di nuove rotooffset Koening & Bauer che stampano in accumulo, con un giro carta più semplice e con il caricamento automatico della carta. Dal punto di vista degli organici, prevedono equipaggi ridotti rispetto alle rotative attualmente installate e più complesse. I nuovi impianti viaggeranno anche a metà  della velocità  delle rotative ora in funzione, che sfornano circa 70mila copie l’ora. Il piano industriale prevede una redistribuzione delle tirature sul territorio nazionale anche in conseguenza dell’entrata in funzione di due nuovi poli di stampa a Genova e a Bologna, che si aggiungeranno a quelli da cui già  escono Corsera e Gazzetta a Pessano con Bornago (Milano), Padova, Roma, Bari, Catania, Cagliari. “In un progetto più complessivo rientrano i servizi generali della sede milanese di via Solferino, cioè fattorini, custodi, centralini, autisti, manutenzione dello stabile”, spiega Luisa Donzelli della rappresentanza sindacale unitaria della Rcs Quotidiani. “L’azienda infatti, dopo una riduzione dell’organico, punta a staccarli dal quotidiano e a raggrupparli nella società  centrale di servizi che ha annunciato da tempo. Nella sede milanese è prevista anche una riduzione delle attività  ora affidate ai poligrafici. Per esempio, approfittando del livello raggiunto dal trattamento automatico anche delle foto a colori, il compito di tagliare e mettere in pagina le immagini verrebbe affidato ai giornalisti. Al massimo i tipografi interverrebbero per i ritocchi. È una prospettiva che preoccupa anche la redazione che non vede di buon occhio neppure un’ulteriore riduzione della correzione dei testi. “Nessuno nega la necessità  di discutere gli organici delle nuove rotative o di razionalizzare l’organizzazione”, afferma Luisa Donzelli. “Però, non siamo disponibili a esternalizzare o centralizzare parti delle attività . Il Corriere funziona se rimane un’azienda unica, come sostengono anche i giornalisti. Noi siamo disponibili a confrontarci mettendo al centro il lavoro e la qualità  del giornale. Il piano che ci è stato presentato prevede solo risparmi dei costi e non contiene un progetto editoriale. Per quanto riguarda la qualità , per l’editore sembra l’ultimo dei problemi”.

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Nella foto,
Luisa Donzelli

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