Comunicazione e pubblicità  – Illy. Vorrei un caffè ristretto e molto estetico

illycaffè (con la i minuscola per distinguerla dalla famiglia con la I maiuscola) è da sempre una azienda di successo, dove molti vorrebbero lavorare, tesa all’innovazione e alla ricerca, con un profilo comunicativo elegante, sobrio e minimalista. Non è una grossa azienda, il suo fatturato nel 2002 è stato di 193 milioni di euro, eppure compete con successo sui mercati mondiali con giganti come Nestlé, Starbucks, Lavazza. Ci riesce grazie, certo, alla qualità  del prodotto ma soprattutto a una immagine pianificata con meticolosità  e sostenuta da una comunicazione di nicchia imperniata sul ‘passaparola’, sulle relazioni uno a uno, nella consapevolezza che un testimone credibile è più efficace di uno spot. A Delhi come a Hong Kong, a San Francisco come a Bahia, a Lisbona come a Roma, a Auckland come a Singapore è più facile ascoltare personalità  locali, con l’aria del buon intenditore, tessere l’elogio di illycaffè che non vedere per strada un manifesto pubblicitario. illycaffè era già  una azienda di successo quando era diretta dal padre Ernesto (oggi presidente di Centromarca e uno dei saggi che stanno lavorando per trovare il nuovo presidente di Confindustria), dalla madre Anna (presidente degli industriali di Trieste), dal fratello Riccardo (prima sindaco di Trieste, oggi governatore della Regione Friuli-Venezia Giulia).  Da 10 anni alla guida esecutiva c’è Andrea Illy, 39 anni, un sorriso amichevole ma controllato e una consuetudine a dire le cose che pensa, al punto che Anna Adriani, professionista di valore che ne dirige da anni le relazioni esterne e la comunicazione, ha perfino rinunciato a fare da suggeritore. All’inizio della nostra chiacchierata, Andrea Illy si spiega subito: “Il caffè è cibo della mente. Se noi lo consumiamo è grazie ad artisti e intellettuali che, intorno alla metà  del Seicento, l’hanno scoperto dai Turchi facendone la bevanda ufficiale della cultura per le sue proprietà  organolettiche e per i piacevoli effetti fisiologici. Il fatto che il caffè oggi, e in molti Paesi, sia diventato commodity è una distorsione del secondo dopoguerra. In realtà , non abbiamo altro motivo per consumare caffè se non per l’esperienza estetica che trasferisce, poiché non è dissetante e neppure nutriente. È una pura esperienza estetica”.

__________________
Nella foto,
Andrea Illy

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale